L’ANNO DEL TERRORE

Valutazione
Inaccettabile, Crudo
Tematica
Genere
Drammatico
Regia
John Frankenheimer
Durata
109'
Anno di uscita
1992
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
YEARS OF THE GUN
Distribuzione
Columbia Tri Star Films Italia
Soggetto e Sceneggiatura
David Ambrose tratto dal libro di Michael Newshaw
Musiche
Bill Conti
Montaggio
Lee Percy

Sogg.: tratto dal libro di Michael Newshaw - Scenegg.: David Ambrose - Fotogr.: (panoramica/a colori) Blasco Giurato - Mus.: Bill Conti - Montagg.: Lee Percy - Dur.: 109' - Produz.: Edward R. Pressman - Vietato ai minori degli anni quattordici

Interpreti e ruoli

Andrew McCarthy (Davide Raybourne), Valeria Golino (Lia Spinelli), Sharon Stone (Alison King), John Pankow (Italo Bianchi), Mattia Sbragia (Giovanni), George Murcell (Pierre Bernier), Lou Castel, Carla Cassola, Francesca Prandi, Luigi Di Fiore

Soggetto

nella primavera del 1978, David Raybourne, un giovane giornalista americano estroverso e alquanto avventato, giunto a Roma per lavoro, ha modo di conoscere e frequentare una strana donna Lia Spinelli. Curioso degli umori, le inquietudini, i frequenti sussulti di piazza ai quali gli capita di assistere intende scrivere un romanzo sul terrorismo italiano. Ad ogni passo incontra cortei di manifestazioni, risse, scontri con la polizia; per l’amicizia con Italo Bianchi, docente d’inglese all’università, ha modo di osservare anche i comportamenti provocatori degli studenti e l’atteggiamento ambiguo dell’amico nei riguardi di elementi sovversivi che operano all’interno della stessa università; si trova pure a dover togliere dai guai una conterranea, la bella fotoreporter Alison King, scambiata da un gruppo di scalmanati per una esponente della repressione e nello stesso tempo sospettata dalla polizia per motivi opposti. Così finisce per incappare lui stesso, a un certo punto, nelle maglie della polizia, finendo in carcere, dopo aver sperimentato varie avventure amorose, divise con sorprendente naturalezza fra Lia e Alison. Ha bensì messo insieme in qualche modo il suo romanzo sul terrorismo italiano, descrivendo lo stesso rapimento di Moro ed altri fatti terroristici di quell’anno, senza minimamente cautelarsi, neppure sostituendo nomi, località, situazioni per cui la faccenda con la polizia si complica e i terroristi lo tengono d'occhio con ringhiosa diffidenza. La stessa Lia, a sua volta strumentalizzata e sospettata, lo tradirà, pagando in fine con la vita il proprio tradimento.

Valutazione Pastorale

il meno che si possa dire di questa realizzazione di John Frankenheimer è che si tratta di un film confuso, in cui la realtà italiana, raccontata da un americano appare approssimativa e superficiale, ben lontana dalle atmosfere tragiche in cui si svolsero i fatti che il regista si avventura a ricostruire. Lo fa infatti, senza riuscire a focalizzare l’attenzione dello spettatore sul vero dramma del rapimento di Moro e dei fatti angosciosi che ne seguirono, né sul tremendo rischio di uno stato in procinto di cadere nel caos, disperdendola anzi su particolari che sfiorano in qualche momento il risibile, a cominciare dall’ambientazione in una Roma che per non riuscire “da cartolina illustrata” finisce per ridursi a una serie di vignette, con due carrozzelle che incrociano, un paio di suore anacronistiche di passaggio, un prete in talare che gira all’angolo e qualche vicolo deserto e sconosciuto nel quale far scontrare in violente colluttazioni alcuni dei personaggi del film. La parte più consistente del film non lo evoca se non come sfondo vagamente folcloristico, sul quale imbastire una storia di amori e di violenze, tra situazioni improponibili, incongruenze a catena e nessun risparmio di insistenze erotiche in maniera e atmosfera di disinvolta amoralità.

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