L’ETA’ D’ORO

Valutazione
Consigliabile, Problematico, dibattiti
Tematica
Cinema nel cinema, Famiglia - genitori figli
Genere
Commedia
Regia
Emanuela Piovano
Durata
94'
Anno di uscita
2016
Nazionalità
Francia, Italia
Titolo Originale
/////
Distribuzione
Bolero Film
Soggetto e Sceneggiatura
Francesca Romana Massaro, Emanuela Piovano, Gualtiero Rosella, Silvana Silvestri liberamente tratto da "L'età d'oro
Musiche
Franco Piersanti
Montaggio
Roberto Perpignani

Orig.: Italia/Francia (2016) - Sogg.: liberamente tratto da "L'età d'oro - Il caso Veronique" di Francesca Romana Massaro, Silvana Silvestri - Scenegg.: Francesca Romana Massaro, Emanuela Piovano, Gualtiero Rosella, Silvana Silvestri - Fotogr.(Panoramica/a colori): Marc Van Put - Mus.: Franco Piersanti - Montagg.: Roberto Perpignani - Dur.: 94' - Produz.: Kitchenfilm in coproduzione con Testukine (Francia).

Interpreti e ruoli

Laura Morante (Arabella), Dil Gabriele Dell'Aiera . (Sid), Gigio Alberti ; Eugenia Costantini (Jean), Petro De Silva (Vera), Stefano Fresi (don Sandro), Giulio Scarpati (Alberto), Giselda Volodi. (Bruno), Elena Cotta (Rosaria), Adriano Aprà . (sig.ra Furchi)

Soggetto

Dopo lunghi anni passati tra liti e incomprensioni con la madre Arabella, il giovane figlio Sid fa un imprevisto ritorno nella sua terra di origine. In realtà il vero viaggio che Sid comincia è quello nella vita e nei ricordi della madre e dei tanti amici che hanno riempito la sua infanzia. Sid torna nella cittadina pugliese sul mare dove Arabella aveva gestito una arena come punto di riferimento della comunità. Oggi il locale vive una crisi forse irreversibile, e Arabella parla col figlio dal suo mondo lontano con parole amare e malinconiche…

Valutazione Pastorale

All'origine c'è il libro "L'età d'oro – Il caso Veronique" scritto da Francesca Romana Massaro e Silvana Silvestri. Su questo in fase di sceneggiatura si sono aggiunti Gualtiero Rosella e Emanuela Piovano per comporre un copione che, nelle intenzioni, doveva rappresentare un omaggio-ricordo di Annabella Miscuglio, esponente di spicco dell'underground romano, morta all'improvviso ed oggi quasi dimenticata. Al sesto LM (Le rose blu; L'aria in testa, Le complici; Amorfu, Le stelle inquiete), la Piovano recupera uno scenario di inquieta e ondeggiante sospensione. Il nome della Miscuglio non è mai fatto, ma la sua presenza dai toni caldi e accattivanti accompagna quello che è stato per tanti anni il senso di una presenza e di una testimonianza. L'Arena, oggi spazio vuoto ma non rassegnato al deserto, è il vivo ricordo di tante persone che lì hanno lavorato e condiviso sogni e speranze. La Miscuglio è presenza sicura e capace di ricordare il passato. Arabella è la donna che dal passato invita il figlio e gli altri amici a guardare avanti. Sembra sottile, quasi evanescente questo copione che invece, pur tra tanti, forse troppi personaggi collaterali non sempre indispensabili, è in grado di mettere in campo più vicende, di mescolarle tra ieri e oggi e di finire con una nota di ottimismo nonostante tutto. Laura Morante interpreta Arabella come se fosse Annabella, non essendosi tra l’altro mai conosciute. Ma la regia, pur tra momenti di tensione e incertezze, trasmette un senso di nostalgia aspro e propositivo per un mondo, anche del cinema, ormai tramontato. Un teatro quell'Arena, che tutti coinvolge nel grande gioco del cinema, un po' realtà, un po' finzione, un po' memoria affidata a fotogrammi ingialliti. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria e in successive occasioni per le possibilità che offre di parlare di cinema, e del rapporto cinema, territorio, storia.

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