Living

Valutazione
Consigliabile, poetico, Adatto per dibattiti
Tematica
Amore-Sentimenti, Denaro, Dolore, Famiglia, Famiglia - genitori figli, Lavoro, Malattia, Matrimonio - coppia, Morte
Genere
Drammatico
Regia
Oliver Hermanus
Durata
102'
Anno di uscita
2022
Nazionalità
Gran Bretagna/Giappone/Svezia
Titolo Originale
Living
Distribuzione
Circuito Cinema
Soggetto e Sceneggiatura
Kazuo Ishiguro, Akira Kurosawa
Fotografia
Jamie Ramsay
Musiche
Emilie Levienaise-Farrouch
Montaggio
Chris Wyatt
Produzione
British Film Institute, County Hall, Film4, Filmgate Films, Ingenious Media, Ingenious, Kurosawa Production Co., Lipsync Productions, Number 9 Films, Rocket Science

Il film è stato presentato fuori Concorso alla 79a Mostra del Cinema della Biennale di Venezia (2022)

Interpreti e ruoli

Bill Nighy (Mr. Williams), Aimee Lou Wood (Margaret Harris), Alex Sharp (Peter Wakeling), Tom Burke (Sutherland), Adrian Rawlins (Middleton), Hubert Burton (Rusbridger), Oliver Chris (Hart), Michael Cochrane (Sir James), Anant Varman (Singh), Zoe Boyle (Mrs. McMasters), Lia Williams (Mrs. Smith)

Soggetto

Londra, 1953. Mr. Williams lavora in un municipio ed è il responsabile dell’ufficio da cui dipendono le concessioni d’uso dei luoghi pubblici. Taciturno e metodico l’uomo ha una spiccata tendenza a procrastinare le pratiche che ritiene più complesse. La scoperta di avere un male incurabile che gli lascia pochi mesi di vita lo porterà a rivedere molte cose.

Valutazione Pastorale

Nel 1952 Akira Kurosawa (1910-1998) – regista, sceneggiatore e scrittore giapponese, autore di opere che hanno lasciato un segno nella storia del cinema, insignito di molti premi tra Oscar, Leone d’oro, Palma d’oro, David di Donatello e Nastri d’Argento – scrive e dirige “Vivere” (“Time”). Ambientato nella Tokyo di quegli anni, il film racconta la storia dell’impiegato Watanabe, vedovo da venticinque anni, che scopre di avere un tumore allo stomaco. Decide così di ritirare tutto il denaro dalla banca e di godersi i pochi mesi che gli restano. Oggi, Oliver Hermanus, regista e scrittore sudafricano classe 1983, ne propone il remake con il suo “Living”. E i remake sono sempre insidiosi. Il confronto con un maestro come Kurosawa, poi, rischia di essere addirittura letale. Eppure, bisogna dirlo subito, Hermanus è riuscito nell’impresa. Non da solo però. Ha potuto contare infatti sulla sceneggiatura dello scrittore Premio Nobel Kazuo Ishiguro (“Quel che resta del giorno”, romanzo del 1989 divenuto poi film nel 1993 per la regia di James Ivory), e sulla formidabile interpretazione di Bill Nighy (“Underworld” 2003-09; “Love Actually”, 2003; “Pirati dei Caraibi”, 2006-07; senza dimenticare Rufus Scrimgeour, ministro della magia nell’ultimo “Harry Potter”, 2010), che per questo ruolo è candidato ai Golden Globe. La storia. Nella Londra del 1953, mr. Williams è un impiegato comunale, responsabile dell’ufficio che dà corso alle pratiche per le concessioni d’uso dei beni pubblici, con una spiccata tendenza a procrastinare quelle che ritiene più complesse. Taciturno e metodico, vedovo da anni, quando scopre di avere un cancro allo stomaco che gli lascia pochi mesi di vita, decide di provare cose nuove, piccoli piaceri ai quali non aveva mai neppure pensato e, soprattutto, cambia il suo approccio con il lavoro. Con una tenacia e una passione per lui insospettabili, porta avanti in prima persona la richiesta di riqualificazione di un’area giochi in disuso presentata da un gruppo di mamme e riesce nell’impresa: i bambini avranno il loro parco. A far da mediatore con lo spettatore è un giovane neoassunto, Peter Wakeling (Alex Sharp) che, dal primo incontro alla stazione del treno che ogni giorno porta lui e i suoi colleghi nella City fino all’epilogo, rivela a poco a poco la personalità, e il cambiamento, di un uomo tranquillo la cui unica aspirazione fin da bambino era quella di “diventare un gentleman”. “Living” è un film elegante e malinconico, magistralmente diretto e interpretato che, con garbo e riservatezza, affronta il tema fondamentale del vivere e del morire. Oliver Hermanus è attento ai più piccoli dettagli, nelle inquadrature, nelle ambientazioni (superbe le scene negli scompartimenti e negli uffici), nelle scenografie, nei costumi. E con lui gli attori tutti – i già citati Bill Nighy e Alex Sharp, come pure Aimee Lou Wood e Tom Burke – che cesellano con cura i personaggi affidandosi alle sfumature di uno sguardo, di un sorriso appena accennato, di un impacciato silenzio. Speriamo che, anche dalle parti di Hollywood, qualcuno se ne accorga! L’immagine struggente di Mr. Williams, solo sull’altalena nel piccolo parco giochi, sotto una pioggia sottile che sussurra a se stesso “ora ricordo cosa vuol dire essere vivi” ci accompagnerà a lungo. “Living” è consigliabile, poetico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e in molte altre occasioni di dibattito per i molti temi in campo, a cominciare dalla riflessione sulla vite e la morte.

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