LOCKE

Valutazione
Consigliabile, problematico
Tematica
Famiglia, Famiglia - genitori figli, Lavoro, Matrimonio - coppia
Genere
Drammatico
Regia
Steven Knight
Durata
85'
Anno di uscita
2014
Nazionalità
Gran Bretagna
Titolo Originale
Locke
Distribuzione
Good Films
Musiche
Dickon Hinchliffe
Montaggio
Justine Wright

Orig.: Gran Bretagna (2013) - Sogg. e scenegg.: Steven Knight - Fotogr.(Scope/a colori): Haris Zambarloukos - Mus.: Dickon Hinchliffe - Montagg.: Justine Wright - Dur.: 85' - Produz.: Paul Webster, Guy Heeley.

Interpreti e ruoli

Tom Hardy . Solo voci: Ruth Wilson (Ivan Locke), Olivia Colman (Katrina), Andrew Scott (Bethan), Ben Daniels (Donal), Tom Holland (Gareth), Bill Milner . (Eddie)

Soggetto

E’ sera quando Ivan Locke si mette in macchina. Quella che lo aspetta il giorno dopo sarà una giornata cruciale per il cantiere di cui ha la responsabilità dove sorgerà un grattacielo avveniristico. Ma Locke ha anche un altro problema: tempo prima ha avuto un rapporto occasionale con una sua collaboratrice, che è rimasta incinta ed è sul punto di partorire. Locke si sta dirigendo verso l’ospedale, e intanto deve riferire la notizia alla moglie e ai figli che lo aspettano a casa. Tutto senza muoversi dalla macchina e avendo solo 90’ di tempo.

Valutazione Pastorale

"In questo film, ambientato quasi interamente in una macchina -dice Steven Knight- il viaggo è un viaggio vero... Quello di Ivan è l'unico volto che vediamo; gli altri personaggi sono le voci all'altro capo delle sue telefonate, a volte arrabbiate, a volte divertenti, spesso sconvolte. Lo sfondo è quello ipnotico delle luci dell'autostrada(...)". Alla seconda prova dopo "Redemption - Identità nascoste", Night prova il salto di qualità con la scommessa di una storia girata in base all'unità di luogo, di tempo, d'azione. La vicenda si snoda dentro la macchina, telefonata dopo telefonata, con il progressivo inserimento delle voci "altre", e di un clima che si modifica a fronte delle rivelazioni di Locke e delle reazioni degli interlocutori (moglie, figli, il collega di lavoro, la donna incinta). La dialettica si fa via via più serrata, e lo spazio chiuso contribuisce a creare disagio e apprensione quasi al livelli claustrofobici. Se l'abilità formale è indubbiamente notevole, nella parte conclusiva subentra l'impressione che il gioco non regga il ritmo, e il racconto perda freschezza a favore di una certa prevedibilità. Il peso del copione resta quindi tutto sull'unico attore, e qui Tom Hardy offre al personaggio Locke una notevole gamma di sfumature caratteriali.. Si riesce così a tenere l'attenzione su alcuni temi importanti, primo fra tutti il confronto tra la famiglia e il figlio concepito senza volere. Un problema di coscienza che Locke vive con non poca sofferenza. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile e nell'insieme problematico.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e in successive occasioni come possibile confronto tra argomenti e forma espressiva. Qualche attenzione è da tenere per minori e piccoli in vista di passaggi televisivi o di uso di dve di altri supporti tecnici.

Le altre valutazioni

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