LONTANO IN FONDO AGLI OCCHI

Valutazione
Discutibile, problematico*
Tematica
Bambini, Famiglia - genitori figli, Tematiche religiose
Genere
Drammatico
Regia
Giuseppe Rocca
Durata
92'
Anno di uscita
2001
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
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Distribuzione
Thule srl
Musiche
Pasquale Scialò
Montaggio
Anne Wollrath

Orig.: Italia (2000) - Sogg. e scenegg.: Giuseppe Rocca dal proprio copione "Il bambino che impazzì d'amore", premio Solinas 1991 - Fotogr.(Panoramica/a colori): Antonio Grambone - Mus.: Pasquale Scialò - Montagg.: Anne Wollrath - Dur.: 92' - Produz.: Silvana Leonardi, Vincenzo Di Marino.

Interpreti e ruoli

Giusi Saija (madre), Andrea Refuto (bambino), Mariagrazia Galasso (Rafilina), Antonio Pennarella (Carmine Russo), Nuccia Fumo (zia Carmela), Olimpia Di Maio (nonna), Antonella Stefanucci (zia Titina), Riccardo Zinna (zio Vincenzo), Milena Vukotic (la maestra), Marina Confalone (suor Agnella di Cristo Re)

Soggetto

Italia, 1954. Sono i giorni del Natale in un paesino nel napoletano e in una famiglia composta da tante donne e da uno zio prete. Nel letto di sua Madre, Bambino aspetta il Padre, temendo di esserne cacciato al suo arrivo. Convinto che la Madre non l'ami più, Bambino proietta il proprio affetto su Rafilina, cameriera quindicenne, innamorata di Carmine Russo, un disoccupato che passa il giorno al biliardo. Presente agli incontri amorosi tra i due, Bambino una sera assiste, stavolta non visto, ad un litigio nel quale Rafilina accusa Carmine di essere un magnaccia. Carmine aggredisce la ragazza, Bambino interviene nell'improbabile tentativo di difenderla, ha la peggio ma dentro di sè si ripromette di vendicarsi. Nella scuola, che Bambino frequenta, c'é Suor Agnella, che sembra avere due scopi fondamentali: giovare al corpo, preparando estratti a base di erbe, e all'anima, mettendo in guardia gli alunni contro le insidie provocate dai nemici del genere umano. Dal laboratorio della suora, Bambino porta via un po' di polvere velenosa della oleandrina. Poi la mescola all'anice che Rafilina di solito porta da bere a Carmine. Questi beve, e si sente male. Bambino osserva dall'alto. Forse é solo la proiezione dei suoi desideri.

Valutazione Pastorale

E' senz'altro interessante il quadro storico-ambientale che il racconto propone: uno spaccato del Sud sullo sfondo dell'Italia della prima metà degli anni Cinquanta ancora lontana dal periodo del cosiddetto 'boom economico'. Un microcosmo umile e povero, segnato dalla fatica quotidiana, dalla mancanza di lavoro e, forse, anche da un certo stato di rassegnazione. E' un passato, sia pure recente, di cui si è in gran parte persa la memoria, e bene fa il film a riproporlo, soprattutto per le giovani generazioni. Forse non tutto é riuscito per il meglio. Ci sono un po' di calligrafismo, il senso di una religiosità popolare fatta soprattutto di paura, gli stereotipi consueti su un certo meridione abbandonato a se stesso e che di questo stato sociale non esita a fare un alibi. Il linguaggio non sempre comprensibile rende più ostico l'approccio, e molte sono anche le allusioni a cose locali che non risultano decifrabili a chi guarda da fuori. Copione difficile da realizzare, qua e là slegato, ma alla fine da osservare forse più giustamente con il valore di un aneddoto, un contributo, magari sotto il profilo favolistico, alla ricostruzione del clima di quegli anni. Dal punto di vista pastorale, il film è pertanto da valutare come discutibile, e certamente problematico. UTILIZZAZIONE: più che in programmazione ordinaria, il film è da proporre in situazioni mirate, come testimonianza incompleta ma sincera su un periodo recente di microstoria italiana.

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