MARCELLINO PANE E VINO

Valutazione
Accettabile, Semplice, Famiglie
Tematica
Film per ragazzi
Genere
Favolistico
Regia
Luigi Comencini
Durata
97'
Anno di uscita
1992
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
MARCELLINO PANE E VINO
Distribuzione
Warner Bros Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Luigi Comencini, Ennio De Concini liberamente tratto dal romanzo di J.M. Sanchez Silva
Musiche
Fiorenzo Carpi
Montaggio
Sergio Buzi

Sogg.: liberamente tratto dal romanzo di J.M. Sanchez Silva - Scenegg.: Luigi Comencini, Ennio De Concini - Fotogr.: (panoramica/a colori) Franco Di Giacomo - Mus.: Fiorenzo Carpi - Montagg.: Sergio Buzi - Dur.: 97' - Co-Produz.: Production Group, Roma; U.G.C., Ph, Paris; Video Mercury Films, Madrid

Interpreti e ruoli

Nicolò Paolucci (Marcellino), Fernando Fernan Gomez (Priore), Alberto Cracco (Frate Eusebio), Didier Benureau (Frate Ilario), Alfredo Landa (Frate Pappina), Sergio Bini Bustric (Frate Giocondo), Yves Verhoeven (Frate Teodoro), Lucio Romero, Ida Di Benedetto, Bernard Pierre Donnadieu

Soggetto

nel 1600 tra il fuoco e le distruzioni di un antico castello assediato, un gruppo di frati accorsi dal vicino convento a dare l'assoluzione ai morti trova e salva un neonato. Nessuno dei paesani lo vuole in adozione ed allora il Padre priore decide che la comunità lo allevi. L'infante, battezzato Marcellino cresce tra i frati, impara a leggere, fa qualche innocente scherzo a Fra Pappina e Fra Giocondo, ma è buono e legatissimo a coloro che lo hanno accolto. Solo desidera incessantemente di trovare colei che lo ha messo al mondo. Il convento è sotto la giurisdizione di un Conte che vive non lontano con la seconda moglie: il Nobile visto il fanciullo e non avendo progenie, afferma che Marcellino sia figlio suo e della consorte defunta, perduto durante l'assedio del castello. Se lo porta allora nella propria ricca dimora, lo fa abbigliare ed educare: ma il piccolo non ama quella vita, rifiuta di cibarsi dei cervi uccisi nelle caccie e tanto fa che fugge attraverso folte boscaglie per tornare dagli amatissimi frati. Infuriato, il Conte con i suoi fidi va a riprenderselo, ma il Priore nega che Marcellino sia tornato all'asilo di un tempo. Invece è là, nascosto in soffitta, dove spesso parla con un grande Crocifisso tolto dalla Chiesa. Marcellino ha sognato una notte che il Cristo gli rispondeva. Un giorno gli porta una fetta di pane che il frate cuoco ha cotto per la comunità ed un boccale di vino. Frattanto una coppia di falsi pellegrini (sono due sgherri del Conte) ospitati una sera nel convento, scopre che il bambino si trova là. Informato di tanto, il Conte torna sul posto con i suoi, reclama la consegna del piccolo, riceve un rifiuto e allora assedia e dà alle fiamme l'edificio, ma un improvviso temporale spenge l'incendio, che fa impazzire il cavallo del nobile, trascinato via e sbattuto sui sassi. Saliti in soffitta per rallegrarsi con Marcellino dello scampato pericolo, i frati sbigottiti e commossi vedono che dalla Croce è scomparso il corpo di Gesù e che scomparso è pure il bambino. Poiché questi nei suoi pochi anni di vita ha sempre rimpianto la mancanza di una mamma, Gesù lo ha portato con sé in Paradiso.

Valutazione Pastorale

il noto romanzo di J.M. Sanchez Silva è riproposto in maniera piatta e corriva, né suscita emozioni poetiche e commuove. L'episodio del Conte e relativo seguito, inserito ex-novo da Luigi Comencini regista, non aggiunge che una modesta variante del tutto esteriore e priva di significati e riflessi particolari, che serve solo a far da contrappunto ai "buoni" della vicenda e come pretesto a qualche cavalcata e all'incendio che precede il finale, spento da un provvidenziale uragano. La rituale, affettuosa ingenuità di Fra Giocondo, Fra Pappina e degli altri confratelli cade quasi sempre nel banale. Il semplice diventa semplicistico. Più che di una favola (la quale però vorrebbe imprudentemente sfiorare le frontiere con il Miracolo) si ha l'impressione di una storia onesta e sincera ma priva di sapori veri e di creatività. Il piccolo umbro settenne Nicola Paolucci espressione dolce ed occhi malinconici interpreta con candore Marcellino. Gradevole l'ambientazione.

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