MATRIMONI E PREGIUDIZI

Valutazione
Accettabile, semplice
Tematica
Danza, Musica, Rapporto tra culture
Genere
Commedia musicale
Regia
Gurinder Chadha
Durata
105'
Anno di uscita
2004
Nazionalità
Gran Bretagna
Titolo Originale
Bride & Prejudice
Distribuzione
Bim Distribuzione
Soggetto e Sceneggiatura
Paul Mayeda Berges, Gurinder Chadha ispirato al romanzo "Orgoglio e pregiudizio" di Jane Austen
Musiche
Anu Malik, Craig Pruess
Montaggio
Justin Krish

Orig.: Gran Bretagna (2004) - Sogg.: ispirato al romanzo "Orgoglio e pregiudizio" di Jane Austen - Scenegg.: Paul Mayeda Berges, Gurinder Chadha - Fotogr.(Scope/a colori): Santosh Sivan - Mus.: Anu Malik, Craig Pruess - Montagg.: Justin Krish - Dur.: 105' - Produz.: Gurinder Chada, D Nayar.

Interpreti e ruoli

Aishwarya Rai (Lalita Bakshi), Naveen Andrews (Bairai Bingley), Martin Henderson (Will Darcy), Daniel Gillies (Johnny Wickam), Namrata Shirodkar (Jaya Bakshi), Nitin Ganatra (sig. Kholi), Nadira Babbar (sig.ra Bakshi), Indira Varma (Kiran Bingley), Anupam Kher (sig. Bakshi), Marsha Mason (Catherine Darcy), Ashanti . (sé stessa)

Soggetto

In India, nella regione del Punjab, la signora Bakshi ha una sola occupazione: trovare un marito a ciascuna delle quattro figlie. Non uno qualunque, ma un ottimo partito, possibilmente di quelle parti. L'anglo-indiano Balraj, di passaggio in città, potrebbe andare bene per la primogenita Jaya. Balraj è accompagnato da Darcy, ricco albergatore americano di cui si invaghisce Lalita. Ma la conoscenza tra i due comincia male. Ripicche, dispetti, piccole/grandi offese. La mamma non gradisce mariti stranieri e cerca di scoraggiare il rapporto e di favorire altri pretendenti. Ci vogliono molta pazienza e molti lunghi viaggi aerei tra l'India e gli Stati Uniti, prima che gli equivoci si chiariscano e Lalita e Darcy possano sperare di celebrare finalmente il loro matrimonio.

Valutazione Pastorale

Il riferimento, dichiarato, é al romanzo "Orgoglio e pregiudizio" di Jane Austen. Questa versione ne conferma in fondo tutta la validità atemporale. Gurinder Chadha, già regista di "Sognando Beckam" riempie il racconto di tutti gli stereotipi che caratterizzano il cinema del subcontinente indiano e confeziona uno spettacolo in perfetto stile "Bollywood". Un musical alla maniera degli anni '70, una specie di "Hello Dolly", rivestito negli sgargianti colori orientali, accompagnato da una musica dalle sonorità esotiche, da coreografie dinamiche, da scenari belli e invitanti. Una commedia dunque che non deve occuparsi dei terribili problemi dell'India ma vuole invitare a sorridere e a rilassarsi: mettendo sul piatto della bilancia un confronto culturale tra oriente e occidente in grado di finire in pareggio. Si tratta certamente di un prodotto commerciale, con qualche sapore di fotoromanzo, ma sul quale c'é ben poco da obiettare: bisogna avere il coraggio e la consapevolezza di andare incontro alla richiesta di prodotti ben fatti, e validi per tutte le latitudini. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come accettabile, e nell'insieme semplice. UTILIZZAZIONE: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria e da proporre come passatempo di facile e immediata fruizione.

Le altre valutazioni

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