MEAN CREEK

Valutazione
Accettabile, semplice
Tematica
Adolescenza, Amicizia, Famiglia - genitori figli
Genere
Drammatico
Regia
Jacob Aron Estes
Durata
90'
Anno di uscita
2005
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Mean Creek
Distribuzione
CDI
Musiche
Tomandandy
Montaggio
Madeleine Gavin

Orig.: Stati Uniti (2004) - Sogg. e scenegg.: Jacob Aaron Estes - Fotogr.(Panoramica/a colori): Sharone Meir - Mus.: Tomandandy - Montagg.: Madeleine Gavin - Dur.: 90' - Produz.: Susan Johnson, Rick Rosenthal, Hagai Shaham, Jacob Mosler.

Interpreti e ruoli

Rory Culkin (Sam), Ryan Kelley (Clyde), Scott Mechlowicz (Marty Blank), Josh Peck (George), Trevor Morgan (Rocky), James W. Crawford (Tom), Carly Schroeder (Millie), Raissa Fleming (Maggie Tooney), Michael Fisher-Welsh . (sig. Levinworth)

Soggetto

In una cittadina dell'Oregon il giovane Rocky, deciso a vendicarsi del grassone George che tutti i giorni all'uscita di scuola alza le mani sul suo fratellino Sam, organizza una gita in barca lungo il fiume. Con la scusa di un compleanno, alla comitiva si aggregano Clyde e Marty, amici di Rocky, Millie, amichetta di Sam, oltre naturalmente a George. Il piano prevede di buttarlo in acqua e di lasciarlo solo per un certo periodo in modo da fargli prendere una bella paura. Le cose però prendono una piega diversa. Stando con gli altri, George si rivela non lo spaccone di sempre ma un ragazzo confuso in cerca di amicizia. Sam vuole rinunciare alla vendetta, e dopo un po' anche Rocky si dice d'accordo. Succede poi che, durante un gioco, George veramente cade in acqua e, non sapendo nuotare, affoga e muore. Il gruppo cerca di mantenere il silenzio sull'accaduto, ma alla fine Sam e gli altri confessano il fatto ai genitori. La polizia ritrova sul posto la telecamera di George che ha ripreso l'episodio.

Valutazione Pastorale

L'unità di tempo, di luogo e d'azione (la gita sul fiume e la barca che tutti riunisce)diventa il pretesto per prendere in esame alcune dinamiche adolescenziali a diversi livelli di età: dai piccoli Sam e Millie agli altri più grandicelli, il passaggio dall'idea della vendetta alla sua rinuncia e poi alla difficile 'gestione' di una morte non prevista innesca reazioni diverse e tutte tra loro non conciliabili. Gli elementi per qualche interessante riflessione c'erano (in primo luogo le difficoltà della crescita e il rapporto con gli altri), ma la regia li abbandona, preferendo restare sul piano più descrittivo che non su quello analitico. Così non si va al di là di un raccontino che sembra una notizia di cronaca messa in immagini in modo pulito ma sbrigativo. Alcune indicazioni positive restano e il film, dal punto di vista pastorale, é da valutare come accettabile e comunque del tutto semplice. UTILIZZAZIONE: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria, e proposto in qualche occasione come prodotto d'avventura per adolescenti e ragazzi.

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