MEIN FUHRER – La veramente vera verità su Adolf Hitler

Valutazione
Accettabile, problematico
Tematica
Potere, Psicologia, Storia
Genere
Grottesco
Regia
Dani Levy
Durata
89'
Anno di uscita
2007
Nazionalità
Germania
Titolo Originale
Mein Fuhrer - Die wirklich wahrste Wahrheit uber Adolf Hitler
Distribuzione
Videa CDE- Warner Bros Italia
Musiche
Niki Reiser
Montaggio
Peter R. Adam

Orig.: Germania (2007) - Sogg. e scenegg.: Dani Levy - Fotogr.(Panoramica/a colori): Carl Friedrich Koschnick, Carsten Thiele - Mus.: Niki Reiser - Montagg.: Peter R. Adam - Dur.: 89' - Produz.: Stefan Arndt.

Interpreti e ruoli

Helge Schneider (Adolf Hitler), Ulrich Muhe (prof. Adolf Grunbaum), Sylvester Groth (Joseph Goebbels), Adriana Altaras (Elsa Grunbaum), Stefan Kurt (Albert Speer), Ulrich Noethen. (Heinrich Himmler), Lambert Hamel (gen. Rattenhuber), Udo Kroschwald (Martin Bormann), Ilja Richter (Kurt Gerheim), Katja Riemann (Eva Braun), Meret Becker (segretaria)

Soggetto

Dicembre 1944. Per cercare di ribaltare il disastroso esito della guerra, i collaboratori pensano che sarebbe opportuno per Hitler rivolgere al popolo un discorso pieno di rinnovato entusiasmo. Col compito di far ritrovare al fuhrer le giuste capacità oratorie, viene richiamato dal campo di concentramento l'attore ebreo Adolf Grunbaum, già suo insegnante di recitazione. Hitler e Grunbaum cominciano una frequentazione sempre più assidua, fatta di momenti molto contrastanti. Il lato psicologicamente debole di Hitler viene fuori, Grunbaum ne approfitta, ma non basta a cambiare il destino della guerra né quello dell'attore.

Valutazione Pastorale

Muovendosi tra richiami realistici e situazioni inventate in una cornice comunque storicamente documentata, il copione affronta un tema drammatico e lo volta in burla. Bisogna mettere a nudo la follia hitleriana e il compito é affidato ad un attore. Il pedale dell'acceleratore é spinto fino in fondo, e tutto lo scenario del nazismo s'apparenta ad una messa in scena teatrale, tragica e disperata. L'idea, per quanto esposta a inevitabili critiche in Germania e fuori (si può scherzare sul nazismo ?), non è male e la regia la sostiene con convinzione. C'è qualche buonismo di troppo, ma gli spunti di riflessione emergono e sono interessanti. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come accettabile, e senz'altro problematico. UTILIZZAZIONE: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria, e da proporre in altre circostanze mirate, anche per uso didattico e scolastico.

Le altre valutazioni

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