MI CHIAMANO RADIO

Valutazione
Accettabile, realistico
Tematica
Amicizia, Handicap, Solidarietà-Amore, Sport
Genere
Commedia
Regia
Mike Tollin
Durata
109'
Anno di uscita
2004
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Radio
Distribuzione
Columbia Tristar Films Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Mike Rich basato su un articolo pubblicato da Sport Illustrated
Musiche
James Horner
Montaggio
Chris Lebenson, Harvey Rosenstock

Orig.: Stati Uniti (2003) - Sogg.: basato su un articolo pubblicato da Sport Illustrated - Scenegg.: Mike Rich - Fotogr.(Panoramica/a colori): Don Burgess - Mus.: James Horner - Montagg.: Chris Lebenson, Harvey Rosenstock - Dur.: 109' - Produz.: Mike Tollin, Brian Robbins, Herbert W.Gains.

Interpreti e ruoli

Ed Harris (Harold Jones), Cuba Gooding Jr. (James Robert Kennedy/Radio), Alfre Woodard (preside Daniels), S. Epatha Merkerson (Maggie), Brent Sexton (Honeycutt), Chris Mulkey (Frank), Sarah Drew (Mary Helen), Riley Smith (Johnny), Patrick Breen. (Tucker), Debra Winger (Linda Jones)

Soggetto

Nel 1976 ad Anderson, piccolo centro della Carolina del Sud, l'allenatore della squadra di football della scuola, Harold Jones, nota da tempo un tipo solitario aggirarsi intorno al recinto del campo. Un giorno lo avvicina e cerca di parlare con lui. Non ottenendo risposte e notandolo molto affezionato a vari tipi di transistor, Harold gli dà il nome 'Radio' e lo invita ad entrare in campo. Dopo momenti iniziali di diffidenza, Harold ottiene la fiducia di Radio, aprendogli la possibilità di una nuova vita. Lo accoglie agli allenamenti e alle partite, lo fa partecipare alle lezioni a scuola. E se da una parte c'è lo scetticismo della preside Daniels, dall'altra ad opporsi a questa strana presenza c'è anche Frank, direttore della banca cittadina e padre del miglior giocatore della squadra. Harold cerca di respingere i vari tentativi di escludere Radio dalla classe ma, quando la madre del ragazzo muore all'improvviso, la situazione si fa insostenibile. Harold allora, per rendersi più libero di agire, si dimette dal ruolo di allenatore. Tre mesi dopo, alla festa di fine anno scolastico, anche Radio riceve un diploma ad honorem.

Valutazione Pastorale

Nei titoli di coda l'ultima immagine è riservata a James Robert Kennedy, vero nome di Radio, oggi poco più che cinquantenne, nella divisa della squadra di football. Si ha così la conferma della dizione "tratto da una storia vera": in effetti nel 1996 in regista Mike Tollin lesse, sulla rivista Sport Illustrated, un articolo dedicato a questo personaggio e subito cercò di ottenere i diritti della storia per ricavarne un progetto cinematografico. L'intuizione si é dimostrata giusta: ambientato sullo sfondo di certe zone di provincia assonnate e tradizionaliste, il copione diventa invece la radiografia delle luci e delle ombre dell'America anni '70, con le ferite del Vietnam aperte e l'elezione di Jimmy Carter alla presidenza. Nei confronti del giovane mentalmente ritardato si manifestano i guasti di un tessuto sociale non ancora pronto all'apertura e all'accoglienza. La costanza di Harold nel voler 'recuperare' Radio diventa una lezione di tolleranza nei confronti del diverso (in questo caso anche di colore), un segnale forte di recupero dei valori del crescere e dello stare insieme, tra i quali entra bene anche lo sport. L'andamento calmo e scoperto della vicenda, il suo percorso verso un finale all'insegna dell'ottimismo non devono far pensare ad una banale operazione consolatoria. Buona parte del cinema americano conserva quella ingenuità e quella semplicità spesso necessari per trattare temi importanti senza essere noiosi. Dal punti di vista pastorale, il film è da valutare come accettabile, e nell'insieme realistico. UTILIZZAZIONE: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria e da recuperare come occasione di richiamo su temi importanti e ancora attuali.

Le altre valutazioni

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