NEL PROFONDO PAESE STRANIERO

Valutazione
Discutibile, Problematico
Tematica
Genere
Drammatico
Regia
Fabio Carpi
Durata
102'
Anno di uscita
1997
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Columbia Tristar film Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Fabio Carpi
Musiche
Autori vari

Sogg. e Scenegg.: Fabio Carpi -Fotogr.: (panoramica/a colori) Fabio Cianchetti - Mus.: Autori vari - Mon-tagg.: Bruno Sarandrea - Dur.: 102' - Coproduz.: Gam Film, Roma-Blue Film, Sunshine, Paris-Amka Films Locarno

Interpreti e ruoli

Claude Rich (René), Valeria Cavalli (Sibilla), Grégoire Colin (Manuel Fernandez), Renée Faure (Eugenie), Jacques Dufilho (Dominique), Walter V.Darte (Ramon), Rafael Rodriguez (Garzia), Josè Quaglio, Roger Ibanez, Natalia Bizzi, Lidia Koslovich, Vani Tripathi, Giovanni Guidelli, Franco Trevisi, Antonio Pettinelli

Soggetto

Renè, grande scrittore ormai anziano e cieco, viaggia tuttavia ancora per il mondo, tenendo conferenze molto seguite. Ad accompagnarlo c'è la giovane e bella Sibilla, allieva fedele, che è il suo tramite con la realtà esterna e gli è molto affezionata, anche se l'età le impone la ricerca di altre compagnie. I due passano senza sosta da Roma a Madrid, a Siviglia, dall'In-dia a Zurigo a Monaco a Parigi e ogni spostamento è segnato da qualche avvenimento. In Spagna, Sibilla si inamora di un giovane torero che però muore a Cordova nell'arena; a Carmona, Renè e Sibilla si sposano; in India Renè ha un'avventura con una prostituta e Sibilla si scopre gelosa. Sempre in India Renè viene raggiunto dalla notizia della morte della vecchia madre che non frequentava più da molti anni. Quella di Parigi è per Renè l'ultima con-ferenza e si congeda dal suo pubblico, rinunciando alla parola e lasciando parlare il silenzio. Dopo la morte, Sibilla eredita i suoi libri e i suoi ricordi.

Valutazione Pastorale

Al centro del film c'è la figura di uomo di lettere, colto e intelligente, che però, colto sul finire della vita, si lascia andare ad un fatalismo esistenziale sempre più accentuato, ad un bilancio in cui tutta la sua opera fino allora svolta gli appare inutile e c'è spazio solo per il silenzio. Dal punto di vista pastorale, ne viene fuori una sensazione di totale dispera-zione e di inaridimento certo difficile da accogliere totalmente e semmai da osservare nel suo problematico offrirsi come parabola della solitudine del-l'uomo, della paura che prende di fronte al vuoto del futuro e dell'aldilà. Per lo scrittore senza letteratura non c'è vita, ma la letteratura gli offre come soluzione il silenzio, e questa contraddizione, detta con toni di grande dignità, dà la misura di un film serio, sofferto, sincero. Utilizzazione: Come i precedenti di Carpi, regista appartato del cinema ita-liano, anche questo film non è di semplice e immediata fruizione. Utilizzarlo in programmazione ordinaria potebbe significare mandarlo allo sbaraglio, meglio riservarlo ad occasioni più mirate per riflettere su argomenti quali i rapporti cinema-letteratura, letteratura-vita, ruolo dell'intellettuale, il viag-gio come conoscenza o fuga da se stessi, il senso dell'innamoramento e del-l'affetto.

Le altre valutazioni

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