NELLA MENTE DEL SERIAL KILLER

Valutazione
Accettabile-riserve, crudezze
Tematica
Giallo - Triller, Psicologia
Genere
Thriller
Regia
Renny Harlin
Durata
106'
Anno di uscita
2005
Nazionalità
Finlandia, Gran Bretagna, Olanda, Stati Uniti
Titolo Originale
Mindhunters
Distribuzione
Eagle Pictures
Soggetto e Sceneggiatura
Wayne Kramer, Kevin Brodbin Wayne Kramer
Musiche
Tuomas Kantelinen
Montaggio
Paul Martin Smith, Neil Farrell

Orig.: Finlandia/Gran Bretagna/Olanda/Stati Uniti (2004) - Sogg.: Wayne Kramer - Scenegg.: Wayne Kramer, Kevin Brodbin - Fotogr.(Scope/a colori): Robert Ganz - Mus.: Tuomas Kantelinen - Montagg.: Paul Martin Smith, Neil Farrell - Dur.: 106' - Produz.: Cary Brokaw, Akiva Goldsman, Robert F. Newmyer, Jeffrey Silver, Rebecca Spikings, Scott Strauss.

Interpreti e ruoli

Val Kilmer (Harris), LL Cool J. (Gabe), Christian Slater (J.D.Reston), Kathryn Morris (Sara Moore), Patricia Velasquez . (Nicole Willis), Will Kemp (Rafe Perry), Johnny Lee Miller (Lucas Halpern), Eion Bailey. (Bobby Whitman), Clifton Collins jr. (Vince Sherman)

Soggetto

Ad un corso di istruzione organizzato dal FBI sui differenti profili psicologici deviati, i sette partecipanti sono incoraggiati a mettere subito in pratica le istruzioni ricevute. Condotti su un isola e lasciati soli, devono fare i conti con alcuni imprevisti episodi e, sopratutto, con la morte violenta di uno di loro, Reston: è solo il primo di una serie di omicidi che li vede tutto coinvolti, al punto da portarli alla conclusione che nel gruppo si nasconde un serial killer. Si tratta di scoprire chi é, e perché si comporta così. Tutti sospettano degli altri, ed é questo in realtà il vero test cui sono stati sottoposti. Quando restano solo i tre, appare evidente che il colpevole é Lucas, che nascondeva un tragico segreto: all'età di 10 anni aveva ucciso i genitori. Gabe e Sara, sopravvissuti, riescono a tornare a casa.

Valutazione Pastorale

Si tratta, all'interno del genere 'thriller', di un prodotto di buon livello. Supportato da una ambientazione opportunamente claustrofobica, interpretato con giusta partecipazione, il racconto si snoda lungo una suspence che funziona come collante del meccanismo narrativo. Meno attendibili risultano le motivazioni conclusive, che costringono lastoria ad avvitarsi un po' su se stessa, rinunciando a percorrere qualche strada più approfondita sotto il profilo psicologico. Prevale il taglio commerciale, senza impegni o pretese letterarie. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come accettabile, sia pure con riserve per qualche passaggio caratterizzato da eccessive crudezze. UTILIZZAZIONE: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria con attenzione per la presenza di minori. Stessa cura é da tenere per i più piccoli in vista di passaggi televisivi o di uso di VHS e DVD.

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