NENETTE ET BONI

Valutazione
Discutibile, scabrosità*
Tematica
Famiglia - fratelli sorelle, Giovani
Genere
Drammatico
Regia
Claire Denis
Durata
103'
Anno di uscita
1997
Nazionalità
Francia
Titolo Originale
NENETTE ET BONI
Distribuzione
Tandem Distribuzione
Soggetto e Sceneggiatura
JeanJean
Musiche
Tinder Sticks
Montaggio
Yann Dedet

Sogg e Scenegg.: Jean-Pol Far-geau, Claire Denis - Fotogr.: (Panoramica/a colori) Agnès Godard - Mus.: Tinder Sticks - Montagg.: Yann Dedet - Dur.: 103' - Produz.: Georges Benayoun

Interpreti e ruoli

Grégoire Colin (Boni Pavone), Alice Houri (Nenette Pavone), Valeria BruniTedeschi (la panettiera), Vincent Gallo (il panettiere), Gerard Meylan (lo zio), Alex Descas (il ginecologo), Malek Sultan (Malek), Jacques Nolot, Agnès Regolo, Jamila Farah, Sebastien Pons, Mounir Aissa, Christophe Carmona, D.Jellali El’Ouzeri.

Soggetto

Boniface, detto Boni, ha diciannove anni e fa il pizzaiolo sul porto di Marsiglia. Morta la madre, non vuole avere rapporti con il padre Felix, commerciante di lampadari, vive in un appartamento con alcuni compagni di lavoro ed è innamorato della fornaia del negozio sotto casa, peraltro sposata col titolare. La sorella Antoinette, detta Nenette, gli si presenta un giorno all’improvviso: ha quindici anni, è scappata dal collegio, dice di essere incinta e si stabilisce a casa del fratello. Il padre cerca di riallacciare i contatti col figlio, ma intanto gli affari gli vanno male, gli usurai lo inseguono e infine due sicari lo uccidono per strada. Nenette vuole abortire, va in ospedale ma la gravidanza è troppo avanzata e legalmente non è più possibile interromperla. Allora decide di partorire e di affidare subito il bambino in adozione in forma anonima. In tutto questo periodo Boni, che all’inizio aveva mal sopportato la presenza della sorella, adesso sente affetto per lei. Come in preda ad un raptus, irrompe nell’ospedale con la minaccia di un fucile, rapisce il neonato e lo riporta a casa. Qui, felice, si mette a giocare con lui. Nenette guarda e riflette.

Valutazione Pastorale

ritratto vivo e interessante di due ragazzi dal carattere difficile, privati dell’affetto dei genitori e costretti a misurarsi con le asperità di una vita quotidiana dura e ostile. Nella cornice di una Marsiglia precaria e marginale, lei è un’adolescente che aggredisce per vincere la timidezza e si ritrova con un impegno, la maternità, troppo forte e prematuro. Lui ha carattere bizzarro, un po’ instabile, sconta un’esistenza di solitudine che sfoga nell’autoerotismo e mette in atto un processo inconscio di identificazione con il bambino appena nato per il quale vuole essere quel padre che a lui è mancato. Realistico e asciutto nelle immagini, il film si offre come una convincente denuncia delle carenze affettive che incombono su tanta gioventù odierna, nonché di quei disvalori che facilmente fanno presa su caratteri fragili e indifesi. Dal punto di vista pastorale quindi, pur sottolineando talune scabrosità visive e di situazioni, vanno anche evidenziati i momenti validi della vicenda, quel sofferto mostrare l’infelicità, cercando i modi di superarla. Utilizzazione: più che per la programmazione ordinaria, il film si segnala per un utilizzo mirato sui temi che propone e di cui si è fatto cenno sopra: presenza/assenza dei genitori, adolescenza difficile, maternità, rapporto con il territorio, socializzazione con gli altri.

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