PARADISO AMARO

Valutazione
Complesso, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Eutanasia, Famiglia - genitori figli, Morte
Genere
Drammatico
Regia
Alexander Payne
Durata
110'
Anno di uscita
2012
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
The Descendants
Distribuzione
20th Century Fox Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Alexander Payne, Nat Faxon, Jim Rash tratto dal romanzo "Eredi di un mondo sbagliato" di Kaul Hart Hemmings
Musiche
Dondi Bastone
Montaggio
Kevin Tent

Orig.: Stati Uniti (2011) - Sogg.: tratto dal romanzo "Eredi di un mondo sbagliato" di Kaul Hart Hemmings - Scenegg.: Alexander Payne, Nat Faxon, Jim Rash - Fotogr.(Scope/a colori): Phedon Papamichael - Mus.: Dondi Bastone (supervisore) - Montagg.: Kevin Tent - Dur.: 110' - Produz.: Alexander Payne, Jim Burke, Jim Taylor.

Interpreti e ruoli

George Clooney (Matt King), Shailene Woodley (Alexandra King), Amara Miller (Scottie King), Robert Forster (Scott Thorson), Judy Greer . (Julie Speer), Beau Bridges (cugino Hugh), Matthew Lillard (Brian Speer), Nick Krause (Sid), Mary Birdsong (Kai Mitchell), Rob Huebel (Mark Mitchell), Patricia Hastle . (Elizabeth King)

Soggetto

Isole Haway, oggi. Mentre è impegnato, insieme ai numerosi cugini, a trattare la vendita di un grande terreno che la sua famiglia possiede da oltre cento anni, l'avvocato Matt King deve gestire un'altra situazione, forse ancora più difficile. Coivolta in un incidente nautico, la moglie Elizabeth è entrata in coma irreversibile. Consapevole di dover rispettare la volontà scritta di lei, relativa alla sospensione di ogni cura in caso di non ritorno dal coma, Matt dice al dottore di procedere e intanto capisce di doverne informare anche i propri, numerosi parenti e soprattutto le due figlie, la piccola Scottie, e la 17enne Alexandra, con la quale ha rapporti piuttosto aspri. Proprio lei, in un impeto di rabbia, rivela al padre che la mamma aveva un amante. Deciso a cercarlo per un confronto, Matt viaggia da un'isola all'altra, portando con sè le figlie. L'incontro avviene e anche la moglie di lui viene messa al corrente dei fatti passati. Ora Matt appare più tranquillo. All'assemblea di famiglia, comunica che la terra non sarà più venduta. Poi con le figlie accanto, va nell' oceano a spargere le ceneri della defunta moglie.

Valutazione Pastorale

L'ossimoro rilanciato dal titolo italiano è spiegato subito dalla voce fuori campo iniziale di Matt, che riassume ciò che è accaduto 'prima'. Poi si comincia e, mentre il paesaggio si conferma di straordinaria suggestione turistico/ambientale, 'dentro' va in scena un inferno sempre più buio e angoscioso. Filo conduttore è un incidente nautico, un divertimento finito in tragedia: perché da quello segue il ricovero in coma e subito dopo il passaggio all'atto di staccare la spina. Così del resto Elizabeth stessa, la moglie vittima, aveva scritto nel proprio testamento biologico. Il documento viene accettato senza obiezioni dal dottore e dal marito, sebbene l'evento apra nella mente di Matt, in preda a laceranti contrasti con sè e verso le figlie, spazi di dolore non quantificabili. L'uomo ha nervi saldi ed equilibrio caratteriale solido: riesce a gestire l'inattesa notizia del tradimento coniugale, e a capire che la vendita dei terreni di famiglia non è più possibile. Il rispetto e la memoria di chi ha vissuto e conservato quella bellezza prima di lui non possono essere affidati a sconosciuti. Tutto allora resterà così, scenario amaro ma pur sempre paradisiaco. E' sfaccettata, sulfurea e fitta di chiaroscuri la parabola che Payne trae da un romanzo e proietta su un racconto insieme denso di calore e di uno strano retrogusto esistenziale. L'elaborazione del lutto è affidata ad una tonalità interiore dove il dolore ha accenti quasi insonorizzati, sfumature sottotraccia, armonie dissonanti. Il dramma familiare diventa dramma borghese, scontro di civiltà e la cifra espressiva di Payne si conferma quella di un approccio scavato, affilato, di ruvida e straziata poesia. La gestione del problema 'eutanasia', lungi dal trovare consenso, può tuttavia far capire l'atteggiamento della cultura americana (non ideologico, solo materiale: vedi la frase finale di Matt: non c'è altro da fare, andiamo) e rappresentare occasione di riflessione. Film denso e incisivo, ora tragico ora melodrammatico, che, dal punto di vista pastorale, è da valutare come complesso, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

è opportuno che, nella programmazione ordinaria, la proposta del film sia accompagnata dalla scheda per evitare equivoci sull'atteggiamento di fronte al tema 'eutanasia'. Più adatto per occasioni mirate, dove accompagnare la proiezione con contributi, suggerimenti, interventi di supporto. Attenzione è in ogni caso da tenere per minori e piccoli in vista di passaggi televisivi o di uso di dvd e di altri supporti tecnici.

Le altre valutazioni

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