PASOLINI E LA RAGIONE DI UN SOGNO

Valutazione
Accettabile, Problematico, dibattiti
Tematica
Letteratura, Politica-Società
Genere
Documentario
Regia
Laura Betti
Durata
90'
Anno di uscita
2001
Nazionalità
Francia, Italia
Titolo Originale
/////
Distribuzione
Mikado Film
Musiche
Bruno Moretti
Montaggio
Roberto Missiroli con la collaborazione di Paolo Petrucci

Orig.: Italia/Francia (2001) - Sogg. e scenegg.: Laura Betti con la collaborazione di Pasquale Plastino - Fotogr.(Panoramica/a colori e b&n): Fabio Cianchetti - Mus.: Bruno Moretti - Montagg.: Roberto Missiroli con la collaborazione di Paolo Petrucci - Dur.: 90' - Produz.: Palomar-Stream (Italia), MC4-Arte (Francia).

Soggetto

Materiali di montaggio sulla vita e l'opera di Pier Paolo Pasolini. Un'intervista ad alcuni bambini, una lezione universitaria in cui parla del padre, il periodo di Casarsa, l'esperienza religiosa. Eccolo a Gerusalemme, durante i sopraluoghi per il "Vangelo secondo Matteo". Un'intervista ad alcuni calciatori del Bologna nella prima metà degli anni Sessanta. Dichiarazioni sul cinema, contaminazione della poesia. E ancora momenti e occasioni in cui parla del teatro, del terzo mondo emergente, della rivoluzione mancata, del suicidio dell'intellettuale. Il sole arriva a coprire tutto. E l'ultima frase é : "Perché realizzare un'opera quando è così bello sognarla soltanto?".

Valutazione Pastorale

Personaggio scomodo nella vita politica e culturale italiana dalla fine degli anni Quaranta fino alla morte violenta nel 1974, Pasolini vive nelle amorevoli cure che gli dedica Laura Betti, curatrice del Fondo che lo riguarda e di questo film di montaggio che mette insieme materiali in parte inediti in parte già visti. Sono sempre da accogliere volentieri le occasioni che consentono di riparlare di questo personaggio poliedrico, voce sempre lucida, spesso profetica, talvolta eccessivamente e programmaticamente 'scandalosa'. A chi già ne conosce l'opera diluitasi su tanti fronti, questo collage non dice molto, o meglio non aggiunge cose nuove, e forse ha il difetto di essere un po' narcisista. Ad altri offre elementi per una migliore conoscenza, stimola a confrontarsi con le opere lasciate da Pasolini nella letteratura, nel cinema, nella saggistica. Morto troppo presto, resta la curiosità di capire come si sarebbe mosso Pasolini nella frastagliata società italiana tra secondo e terzo millennio. Le riflessioni sul potere, sulla omosessualità, sulla madre-religione, sulla sofferenza sono da riconsiderare e da mettere a confronto con la mutata odierna vita quotidiana. Per tutti questi motivi il film, dal punto di vista pastorale, è da valutare come accettabile, sicuramente problematico, e adatto soprattutto a dibattiti. UTILIZZAZIONE: più che in programmazione ordinaria, il film si presta ad utilizzi mirati come occasione di riflessione su un personaggio rilevante nel panorama culturale dell'Italia del secondo dopoguerra.

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