PASOLINI – UN DELITTO ITALIANO *

Valutazione
Discutibile, Realistico
Tematica
Giustizia
Genere
Drammatico
Regia
Marco Tullio Giordana
Durata
95'
Anno di uscita
1995
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
PASOLINI - UN DELITTO ITALIANO
Distribuzione
Cecchi Gori Group
Soggetto e Sceneggiatura
Sandro Petraglia, Stefano Rulli, Marco Tullio Giordana liberamente ispiraro al libro "Vita di Pasolini" di Enzo Siciliano
Musiche
Ennio Morricone
Montaggio
Cecilia Zanuso

Sogg.: liberamente ispiraro al libro "Vita di Pasolini" di Enzo Siciliano - Scenegg.: Sandro Petraglia, Stefano Rulli, Marco Tullio Giordana - Fotogr.: (panoramica/a colori) Franco Lecca - Mus.: Ennio Morricone - Montagg.: Cecilia Zanuso - Dur.: 95' - Produz.: Cecchi Gori Group Tiger Cinematografica, Numero Cinque

Interpreti e ruoli

Carlo De Filippi (Pino Pelosi), Nicoletta Braschi (Graziella Chiarcossi), Victor Cavallo (Antonio Pelosi), Rosa Pianeta (Maria Pelosi), Toni Bertorelli (Ispettore Pigna), Paolo Graziosi (Cancrini), Umberto Orsini, Adriana Asti, Ivano Marescotti, Giulio Scarpati, Andrea Occhipinti, Claudio Bigagli, Antonello Fassari, Claudio Amendola, Massimo De Francovich

Soggetto

il 2 novembre 1975, su di uno sterro ad Ostia vicino al mare, viene assassinato lo scrittore omosessuale Pier Paolo Pasolini. Poco prima della morte aveva invitato a salire sulla sua automobile un giovane balordo Pino Pelosi incontrato alla stazione Termini di Roma, come afferma questi presto arrestato. Dalle prime, convulse indagini e sulla base delle di lui dichiarazioni, sembrò chiaro che l'assassino era solo: Pasolini fu ucciso per i numerosi colpi infertigli con una rudimentale tavoletta raccolta sulla sabbia dello squallido luogo. Impadronitosi dell'automobile del morto, Pelosi passò sul corpo di questi fuggendo a Roma. In seguito, sulla versione sorsero non pochi dubbi: a parte l'eccesso di reazione da parte del giovane (richiesto di una prestazione particolare, a suo dire subito rifiutata), e l'arma usata (un legno sconnesso e fradicio), alcuni dettagli poco chiari o addirittura disattesi dagli inquirenti, fecero emergere gradualmente l'ipotesi che l'assassino non fosse affatto solo. L'ispettore Pigna indagò su amici (altri balordi di borgata): vennero interrogate le famiglie interessate (la cugina del poeta, Graziella Chiarcossi, e i genitori di Pino, i coniugi Rosa ed Antonio Pelosi), mentre si pensò pure al criminale intervento di estremisti violenti e alla eventualità di mandanti politici, poiché Pasolini si era fatto molti nemici e, forse, poteva essere diventato un individuo scomodo. In realtà nei suoi scritti più recenti aveva affermato che, pur non essendo in possesso di prove, "sapeva molte cose" nel campo della politica e del Potere. In sede di processo gli avvocati di Pelosi si basarono sulla minore età dell'imputato e sulla provocazione attuata dal poeta, ben noto omosessuale. Il Tribunale sentenziò una condanna "ridotta" confermata in Appello e in Cassazione, poiché le due istanze superiori evidenziarono che una complicità di terzi nel delitto era apparsa "improbabile", malgrado la scrupolosa ed attendibile perizia del professor Cancrini.

Valutazione Pastorale

sotto il profilo documentaristico, il film non può ragionevolmente prescindere da realismo e da proposte eventuali a riguardo dei contenuti; in buona sostanza manifesta un forte impegno, asciuttezza di narrazione e lucidità senza frange inutili o pretestuose. Esso è ovviamente astuto nell'alludere, nell'esporre o, quando gli va, di suggerire. Nel contesto sono efficacemente inseriti interessanti spezzoni di venti anni fa (interviste televisive, dichiarazioni e dettagli sul luogo del delitto di Ostia). Restano tuttavia molte incertezze in questa storia ambigua (la presenza di complici nella operazione criminale, forse voluta con pressioni di natura politica, poiché è noto che Pier Paolo Pasolini era diventato con i suoi scritti uno scomodissimo accusatore della politica). La regia ed una sceneggiatura accurata hanno sollevato un problema difficile con acume e abilità. appoggiandosi soprattutto a quello che è il vero pilastro del lavoro: e cioè l'esposizione fatta in Tribunale dal perito (scrupolosamente corretto e attendibile) su tutte le modalità concernenti il crimine per dimostrare che vi sono contraddizioni sulla tesi di un delitto compiuto da una sola persona. Il delitto rientra nel numero di quelli definiti "italiani", nei quali la verità non è mai stata acclarata forse perché oscuri interessi di parte o pressioni hanno mantenuto una spessa cortina di silenzio.

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