PASOLINI

Valutazione
Complesso, scabrosità, dibattiti
Tematica
Cinema nel cinema, Letteratura, Metafore del nostro tempo, Morte, Musica, Omosessualità, Politica-Società, Sessualità, Storia
Genere
Drammatico
Regia
Abel Ferrara
Durata
87'
Anno di uscita
2014
Nazionalità
Belgio, Francia, Italia
Titolo Originale
Pasolini
Distribuzione
Europictures
Soggetto e Sceneggiatura
Maurizio Braucci Nicola Tranquillino, Abel Ferrara
Musiche
brani tratti da altre opere di Pasolini
Montaggio
Fabio Nunziata

Orig.: Francia/Belgio/Italia (2014) - Sogg.: Nicola Tranquillino, Abel Ferrara - Scenegg.: Maurizio Braucci - Fotogr.(Panoramica/a colori): Stefano Falivene - Mus.: brani tratti da altre opere di Pasolini - Montagg.: Fabio Nunziata - Dur.: 87' - Produz.: Thierry Lounas (Francia), Conchita Airoldi (Italia), Joseph Rouschop (Belgio).

Interpreti e ruoli

Willem Dafoe (Pier Paolo Pasolini), Ninetto Davoli (Epifanio), Riccardo Scamarcio (Ninetto Davoli), Valerio Mastandrea (Nico Naldini), Giada Colagrande (Graziella Chiercossi), Adriana Asti (Susanna Pasolini), Maria De Medeiros (Laura Betti), Roberto Zibetti (Carlo), Andrea Bosca (Andrea Fago), Damiano Tamilia (Pino), Francesco Siciliano (Furio Colombo), Luca Lionello (narratore), Salvatore Ruocco (un politico in "Petrolio")

Soggetto

Pier Paolo Pasolini è a Stoccolma per presentare il suo nuovo film "Salò". Torna a Roma, è a casa con la mamma Susanna e i cugini. Legge i giornali, scrive qualche paragrafo del romanzo "Petrolio" (che si materializza in immagini), pranza con i familiari e con Laura Betti. Nel pomeriggio gioca a calcio con i ragazzi del quartiere, concede un'intervista a Furio Colombo per "La Stampa", più tardi cena con Ninetto Davoli per parlargli del film da girare "Porno-Teo-Kolossal". Infine incontra un ragazzo al bar, insieme vanno in macchina ad Ostia. Qui un gruppo di balordi innesca un rissa che si chiude con la morte violenta di Pasolini.

Valutazione Pastorale

Maurizio Braucci, autore della sceneggiatura, spiega: "Abbiamo cercato di raccontare un mito della cultura italiana del '900, un personaggio immenso e complesso, durante i suoi ultimissimi giorni di vita (dal 31 ottobre alle 00.30 circa del 2 novembre 1975) senza cadere nell'errore di fare un film solo per i nostalgici e per gli esperti del grande poeta di Casarsa(...)". Pasolini è stato uomo dai tanti eccessi, esistenziali, letterari, cinematografici, punto di partenza di scandali 'veri' e di provocazioni a bella posta, sintesi stridente di bene e di male, portatore di corrosiva spiritualità e di disarmanti delusioni espressive. Pasolini angelo e diavolo, Pasolini amante del bello e attratto dal brutto: Pasolini che rifiuta il perbenismo borghese e si rifugia nello scandalizzare i ben pensanti. Si potrebbe andare avanti a lungo, e così è stato fatto. Allora è meglio spostarsi su Ferrara, su un autore che ha con lui non pochi punti di contatto: entrambi collocati sui confini dell'azzardo, dell'incoerenza, del gesto artistico estremo. Pensiamo a "Il cattivo tenente". Su un copione asciutto, essenziale, Ferrara ricostruisce le ultime ore di vita dell'artista visto come all'interno di una quotidianità quasi pacata e tranquilla. Willem Dafoe offre un ritratto del poeta, che appare sofferto, interiore, scavato in una desolata cattiveria esistenziale. Qualche immagine di "Salò" all'inizio, poi momenti di rapporti omosessuali, e la ricostruzione di progetti futuri tra sesso, politica, costume: volutamente sembra che Ferrara tenga basso il tono della provocazione. Gli anni sono passati, l'istinto di ribellione è sceso, anche la morte finale si risolve una ricostruzione facile e semplificata. Intorno c'è una Roma giovanile, libera e selvaggia, quasi presaga degli imminenti anni '80. Molto del breve film scorre con linearità, all'interno di una non facile commistione linguistica (italiano, inglese, romano, napoletano...). Il plot corre verso una imprevista astrazione, come se il Ferrara Abel si sovrapponesse al Ferreri Marco. Ai 50 anni de "Il Vangelo secondo Matteo" (celebrati a Venezia proprio in occasione della mostra) si affiancano i 40 di "Salò o le 120 giornate di Sodoma". E forse per i più giovani bisognerà tornare a spiegare che si tratta dello stesso autore. Può contribuire a farlo capire questo film che, dal punto di vista pastorale è da valutare come complesso, segnato da scabrosità e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Come detto il film è da destinare, più che alla programmazione ordinaria, ad occasioni mirate per avviare riflessioni sulla figura di Pasolini e su questa ricostruzione fatta da Ferrara. Attenzione è naturalmete da tenere per minori e piccoli in vista di passaggi televisivi e di uso di dvd e di altri supporti tecnici.

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