PASSENGERS

Valutazione
Consigliabile, problematico
Tematica
Avventura, Fantascienza
Genere
Fantascienza
Regia
Morten Tyldum
Durata
Anno di uscita
2017
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Passengers
Distribuzione
Warner Bros Pictures
Musiche
Thomas Newman
Montaggio
Maryann Brandon

Orig.: Stati Uniti (2016) - Sogg. e scenegg.: Jon Spaihts - Fotogr.(Scope/a colori): Rodrigo Prieto - Mus.: Thomas Newman - Montagg.: Maryann Brandon - Dur.:116' - Produz.: Original Film, Company Films, Start Motion Pictures.

Interpreti e ruoli

Jennifer Lawrence (Aurora Lane), Chris Pratt (Jim Preston), Michael Sheen (Arthur), Laurence Fishburne (Gus Mancuso), Andy Garcia (capitano Norris)

Soggetto

All'interno di una navicella spaziale, un nutrito gruppo di passeggeri sta effettuando un viaggio verso un nuovo pianeta. Durante il percorso succede che un passeggero, Jim, si risveglia dallo stato di ibernazione con un anticipo di 90 anni. A lungo vaga da solo nei grandi spazi dell'astronave fino a quando non compie un gesto decisivo...

Valutazione Pastorale

La fantascienza, sezione viaggio metafisico-metaforico, si arricchisce di un nuovo, robusto capitolo. Un'avventura da collocare nella serie "sembra di essere soli ma l'universo ci guarda". Già in "The imitation game", Tildum aveva lavorato su un capitolo di storia che si risolveva in un gioco di sottigliezza e di intelligenza, parlando della guerra ma alludendo a un più raffinato lavoro di incastri e di puzzle a doppia mandata. Anche qui, il copione si concentra ben presto in uno scontro a due (lui vs. lei) che passa attraverso tutte le fasi della scorrettezza e della comprensione: dall'incertezza alla consapevolezza, dalla seduzione al rifiuto, all'innamoramento finale. Jim e Jennifer finiscono per rappresentare due prototipi dell'umanità prossima ventura, che avverte il pericolo di restare sola negli spazi e cerca un appiglio disperato al pianeta "Terra". Va da sé che l'uomo e la donna sono giovani, belli e (quasi) dannati; che vivono una sofferenza al limite del sacrificio; che le loro schermaglie sentimentali sfiorano il melò e il loro habitat naturale richiama molto da vicino l'albergo abbandonato di "Shining". Meno romantico e meno autoriale di "Gravity", il film mantiene comunque una bella patina di grinta e di incisività, e, dal punto di vista pastorale, è da valutare come consigliabile e problematico.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e in molte occasioni successive come prodotto americano di forte tenuta spettacolare e alta tensione emotiva.

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