PERICLE IL NERO

Valutazione
Complesso, Problematico, dibattiti
Tematica
Donna, Famiglia - genitori figli, Gangster, Letteratura, Sessualità, Violenza
Genere
Drammatico
Regia
Stefano Mordini
Durata
105'
Anno di uscita
2016
Nazionalità
Belgio, Francia, Italia
Titolo Originale
/////
Distribuzione
Bim Distribuzione
Soggetto e Sceneggiatura
Francesca Marciano, Valia Santella, Stefano Mordini Francesca Marciano, Stefano Mordini liberamente ispirato al romanzo "Pericle il nero" di Giuseppe Ferrandino
Musiche
Peter Von Poehl
Montaggio
Jacopo Quadri

Orig.: Italia/Belgio/Francia (2016) - Sogg.: Francesca Marciano, Stefano Mordini liberamente ispirato al romanzo "Pericle il nero" di Giuseppe Ferrandino - Scenegg.: Francesca Marciano, Valia Santella, Stefano Mordini - Fotogr.(Panoramica/a colori): Matteo Cocco - Mus.: Peter Von Poehl - Montagg.: Jacopo Quadri - Dur.: 105' - Produz.: Viola Prestieri, Valeria Golino, Riccardo Scamarcio con Jean Pierre e Luc Dardenne, Alain Attal per Buena Onda con RAI Cinema e Les Films Du Fleuve e Les Productions du Tresor.

Interpreti e ruoli

Riccardo Scamarcio (Pericle), Marina Fois (Anastasia), Valentina Acca (Anna), Gigio Morra (don Luigi), Maria Luisa Santella (signorinella), Lucia Ragni (zia Nené)

Soggetto

Tutto è nero intorno e dentro a Pericle Scalzone, 35enne manovale del crimine, emigrato in Belgio e rassegnato ad eliminare in modo umiliante le persone per conto di don Luigi, il suo capo clan. Durante l'ennesima spedizione punitiva, Pericle commette un errore e il boss gli ordina allora di sparire, di non farsi più vedere fino a quando le acque non si saranno calmate. Pericle esegue, a modo suo...

Valutazione Pastorale

All'origine c'è "Pericle il nero", romanzo pubblicato da Giuseppe Ferrandino nel 1998. Il racconto è narrato in prima persona e questo ha indotto alcuni forti cambiamenti. L'ambientazione napoletana è stata cancellata per spostarla in un Belgio visto come una sorta di terra di nessuno, dove si creano pochi rapporti umani e anche quelli molto difficili. Qui, in luoghi stranieri, si delinea meglio la solitudine del protagonista, e più netto risalta il suo soliloquio, quella voce fuoricampo che ogni tanto appare ma è sempre indecisa sul tono da assumere. Pericle infatti è uno spaesato, uno che vive di crimine quasi senza accorgersene, che le circostanze portano a frequentare una donna locale (anzi a vivere a casa di lei) con occhio desolato e reazioni indecise. Con il pensiero però, Pericle sogna, ripensa alla mamma, a come sarebbe stato se avesse avuto anche lui dei figli come quelli che ora gli ronzano in torno e gli si attaccano quali come ad un padre. I sogni magari finiscono presto ma non la voglia di dare ascolto a quella voce, bassa ma insistente, che gli dice di andare via e cambiare vita. Forse è una cosa che si potrà fare solo dopo aver portato a termine l'operazione in corso. Dalle pagine di Ferrandino, Mordini trae un film più riuscito quanto a veste formale che a psicologia dei personaggi. Nello sguardo sempre corrucciato e costantemente altrove di Pericle (bene Riccardo Scamarcio) sale la voglia di un cambiamento che non trova adeguato corrispettivo nella incerta superficialità di Adelaide. Qualche passaggio appare risolto con troppa faciloneria, e anche nell'aggrovigliato finale non tutto si scioglie in modo comprensibile. Restano le location cupe del Belgio, quel lungomare plumbeo, quella sensazione che il nero sia un colore dominante senza speranza. Ma forse intorno a Pericle uno spiraglio di luce si fa vedere e apre uno spicchio di speranza. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come complesso, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria per un pubblico preparato ad affrontare storie ispide e scostanti come questa. Attenzione quindi è da tenere per minori e per chi non gradisce la tensione emotiva di vicende altamente realistiche e di forte tensione psicologica come questa.

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