PITCH BLACK

Valutazione
Accettabile-riserve, superficialità
Tematica
Fantascienza
Genere
Fantascienza
Regia
David Twohy
Durata
107'
Anno di uscita
2000
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Pitch Black
Distribuzione
United International Pictures
Soggetto e Sceneggiatura
Jim & Ken Wheat e David Twohy Jim & Ken Wheat
Musiche
Graeme Revell
Montaggio
Rick Shaine

Orig.: Stati Uniti (1999) - Sogg.: Jim & Ken Wheat - Scenegg.: Jim & Ken Wheat e David Twohy - Fotogr.(Scope/a colori): David Eggby - Mus.: Graeme Revell - Montagg.: Rick Shaine - Dur.: 107' - Produz.: Tom Engelman.

Interpreti e ruoli

Vin Diesel (Riddick), Radha Mitchell (Fry), Cole Hauser (Johns), Keith David (Imam), Lewis Fitz-Gerald (Paris), Claudia Black (Shazza), Rhiana Griffith (Jack/Jackie), John Moore (Zeke), Simon Burke (Owens), Les Chantery . (Suleiman)

Soggetto

In un futuro non molto lontano, la giovane Fry, pilota di navi spaziali, è costretta ad un atterraggio di fortuna su un pianeta lontano. Nel corso della collisione l'equipaggio dell'astronave pilotata da Fry resta ucciso e, oltre a lei, solo alcuni passeggeri riescono ad evitare la morte: il cacciatore di taglie Johns e il suo prigioniero, il pericoloso omicida Riddick. I superstiti avanzano nel pianeta, arido e senza vita. Incontrano geologi che si spostano da un pianeta all'altro, e, mentre alcuni restano per cercare di riparare la nave spaziale, gli altri proseguono il cammino. Appena il sole tramonta, e il pianeta cala nell'oscurità, emergono altri, imprevisti abitanti: sono uccelli che si materializzano e colpiscono mortalmente. Dopo che altri hanno perso la vita, c'è la necessità di trasportare le batterie alla nave per poter ripartire. Uno solo può andare. Riddick e Johns lottano, e Riddick ha la meglio. Torna indietro di corsa e, alla fine, fa luce forte sugli uccelli che, colpiti, muoiono. A chi parte, Riddick dice di riferire che lui è morto su quel pianeta.

Valutazione Pastorale

Si tratta di un film di 'genere' con non poche lacune sul piano della costruzione della storia. Dopo un'inizio che lascia prevedere molta dinamica, il racconto perde mordente, le situazioni si susseguono senza essere collegate, emerge una drammaticità senza dramma autentico. Insomma si scivola nella routine degli schemi abituali: un gruppo calato in una situazione di alto rischio, con tutte le conseguenze del caso, dettate dall' istinto di sopravvivenza, dai contrasti personali, dalle capacità individuali. Tutto è fatto per creare emozioni a buon mercato e con poco spessore di approfondimento. Entrano in gioco discussioni un po' accademiche sulla fede (il vivere 'religiosamente'), sul contrasto buio/luce, forse sul linguaggio del fumetto. Qualche interesse il copione lo può offrire come esempio per impegnare i ragazzi a far dire loro come si sarebbero comportati in situazioni simili. Un semplice stimolo all'interno di una realizzazione modesta. Dal punto di vista pastorale, il film, pur con qualche riserva per il suo tono altalenante, è da valutare come accettabile, evidenziandone le numerose superficialità. UTILIZZAZIONE: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria, e propoposto per fasce giovanili come passatempo con eventuale riflessione finale.

Le altre valutazioni

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