PONTE MILVIO

Valutazione
Accettabile-riserve, realistico
Tematica
Anziani, Bambini, Famiglia - genitori figli, Matrimonio - coppia
Genere
Commedia
Regia
Roberto Meddi
Durata
82'
Anno di uscita
2000
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
/////
Distribuzione
Orango Film Distribuzione
Musiche
Roberto Meddi
Montaggio
Roberto Meddi

Orig.: Italia (2000) - Sogg. e scenegg.: Gioia Magrini - Fotogr.(Panoramica/ B&N-colori): Roberto Cimatti - Mus.: Roberto Meddi - Montagg.: Roberto Meddi - Dur.: 82' - Produz.: Alessandro Verdecchi per Veradia Film.

Interpreti e ruoli

Giuseppe Antignati (Alberto), Toni Ucci (Aldo), Anna Orso (Emilia), Nina Soldano (Chiara), Simone Spiga (Simone), Francesco Medici (Bruno), Giuseppina Antonelli (Havela), Stefano Corsi (Alfredo), Michele Melega (Stefano), Noemi Parroni . (Angela)

Soggetto

A Roma, nella zona intorno a Ponte Milvio uno dei più antichi della città, si svolgono cinque storie diverse. Simone, cinque anni, trovatosi solo a casa con i genitori assenti e impegnati, decide di scappare. Per un po' vagabonda per il quartiere, poi incontra un bambino zingaro che chiede l'elemosina, quindi assiste a scena di violenza urbana finora viste solo in televisione. Impaurito, viene ritrovato solo più tardi dalla mamma Chiara. Ecco Pretty, un'adolescente che a scuola sembra una come tante e invece, notata la crisi di astinenza della madre, va a prostituirsi per poterle comprare la dose. Ma sul 'luogo' le altre prostitute intervengono in suo aiuto. Bruno, disoccupato con moglie e figlio neonato, accetta un lavoro sporco, un furto al caveau di una banca attraverso le fogne. Ma una serie di contrattempi gli impedisce di arrivare sul luogo del colpo, e per lui tutto rimane come prima. Ecco Zahid e Stefano, che vivono da barboni sotto le arcate del ponte: Stefano per scelta propria, Zahid costretto dalle condizione di immigrato africano. L'incontro con Achille, un altro emarginato di età matura e un po' eccentrico, fa capire ad entrambi che l'emarginazione può non essere vissuta come una condanna. Aldo, pensionato di 80 anni, vive in casa con la moglie immobilizzata a letto. Tenta di sottrarla allo stato di depressione in cui è caduta ma senza successo. La donna dice che vuole andare in una casa di riposo. Aldo vorrebbe accontentarla ma non sopporta l'idea di lasciare lei e la casa in cui hanno vissuto tutta la vita. Allora, dopo aver ammazzato la moglie, si suicida.

Valutazione Pastorale

I cinque episodi procedono intersecati, quasi a voler dare l'idea di un puzzle, o meglio di una frantumazione sociale difficile da riassumere e da esporre. In effetti la regia del giovane Meddi si limita ad osservare in modo sicuramente affettuoso le storie che scorrono, ma senza andare oltre. Troppo esile il copione per dare modo di far emergere qualche domanda sul perché di quelle situazioni. Troppo gracile lo svolgimento per toccare il tono della denuncia. Tornano in questo caso i difetti di tanto cinema italiano: esilità del racconto, piccoli obiettivi, minimalismo narrativo. Dal punto di vista pastorale, tutte le situazioni esposte meritano giusta attenzione, facendo parte di quel disagio sociale ed esistenziale che va curato con l'affetto, la presenza, la voglia di crescere. Il film quindi, sia pure con qualche riserva, é da valutare come accettabile, e nell'insieme realistico, anche se un po' ingenuo e di poco impatto drammatico. UTILIZZAZIONE: più che in programmazione ordinaria, il film può essere proposto in situazioni mirate, come ritratto di una fetta di realtà romana di oggi.

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