RAT RACE

Valutazione
Inconsistente, grossolanità
Tematica
Avidità, Denaro
Genere
Farsesco
Regia
Jerry Zucker
Durata
120'
Anno di uscita
2002
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Rat race
Distribuzione
Eagle Pictures
Musiche
John Powell
Montaggio
Tom Lewis

Orig.: Stati Uniti (2001) - Sogg. e scenegg.: Andy Breckman - Fotogr.(Scope/a colori): Thomas Ackerman - Mus.: John Powell - Montagg.: Tom Lewis - Dur.: 120' - Produz.: Jerry Zucker, Janet Zucker, Sean Daniel.

Interpreti e ruoli

Rowan Atkinson (Harry), John Cleese (Donald), Whoopy Goldberg (Vera), Cuba Gooding Jr. (Owen), Jon Lowitz (Randy), Amy Smart (Tracy), Seth Green ., Breckin Meyer, Kathy Najimy

Soggetto

Donald Sinclair, proprietario di un casinò a Las Vegas, ha un'idea per coinvolgere alcvuni uomini d'affari e strappare loro grosse somme: indice una sorta di caccia al tesoro, che ha come obiettivo una borsa con due milioni di dollari. La borsa si trova in un armadietto nella stazione di Silver City. Un gruppo di persone tra loro sconosciute viene convocato. Chi prima, chi dopo, qualcuno senza esitare, qualcun'altro superando alcuni scrupoli, tutti però alla fine decidono di partire. Vengono sospesi i voli e la corsa prende il via in macchina. A poco a poco la confusione aumenta. Casi personali si intrecciano con la competizione: Tracy insegue il fidanzato che la tradisce; un cuore deve essere trasportato per un trapianto; una famiglia riesce ad usare l'auto di Hitler. Harry arriva per primo in stazione ma si addormenta. Seguono gli altri, ciascuno cerca di scappare con i soldi. Ad un ceryo punto le banconote volano via su una mongolfiera. Tutti i partecipanti si ritrovano su un palco e improvvisano un concerto per i bambini, ai quali regalano i soldi rimasti.

Valutazione Pastorale

Si tratta di una farsa modestissima del tutto insipida e inconcludente. Partendo dalla constatazione che tutti si muovono e sono disposti a grosse fatiche quando c'è il miraggio del guadagno facile e poi concludendo che invece no, non è vero perchè alla fine prevalgono sentimenti più nobili di altruismo, il copione vorrebbe avere pretese edificanti. Tutto invece é piatto e sconnesso, la comicità è affidata a sguaiataggini verbali e gestuali tipicamente americane e in vero ben poco divertenti. Tra demenzialità varie si arriva alla fine di un copione privo di sostanza, sia in senso positivo che negativo. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come inconsistente, punteggiato da non poche grossolanità. UTILIZZAZIONE: l'insipienza del prodotto ne sconsiglia l'utilizzazione anche in programmazione ordinaria. Qualche attenzione è da tenere per i minori in occasione di passaggi televisivi.

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