Resta con me (Adrift)

Valutazione
Consigliabile, Problematico
Tematica
Avventura, Giovani, Mare, Solidarietà
Genere
Avventura
Regia
Baltasar Kormàkur
Durata
96'
Anno di uscita
2018
Nazionalità
Usa
Titolo Originale
Adrift
Distribuzione
01 Distribution
Soggetto e Sceneggiatura
Sceneggiatura di Aaron Kandell, Jordan Kandell, David Branson Smith. Basato sul libro di Tami Oldham Ashcraft e Susea McGearhart
Musiche
Volker Bertelmann
Montaggio
John Gilbert

Prod.: Aaron Kandell, Jordan Kandell, Baltasar Kormákur

Interpreti e ruoli

Shailene Woodley (Tami Oldham), Sam Claflin (Richard Sharp), Jeffrey Thomas (Peter), Elizabeth Hawthorne (Christine), Grace Palmer (Deb)

Soggetto

Anno 1983. Richard Sharp, uno skipper professionista, ha appena conosciuto la giovane Tami e insieme decidono di fare una traversata in barca a vela, da Tahiti a San Diego, per consegnare un veliero. Una volta in mare aperto nel Pacifico, una tempesta si abbatte con violenza sull’imbarcazione. Richard è ferito, incapace di governare la barca, e spetta a Tami il compito di mantenere la rotta. Un viaggio di 41 giorni, che cambierà per sempre l'esistenza.

Valutazione Pastorale

Prendendo le mosse da un’avvincente storia vera, quella di Tami Oldham Ashcraft e Richard Sharp, raccontata dalla stessa Ashcraft insieme a Susea McGearhart nel libro "Resta con me" (HarperCollins, 2018), il regista Kormákur mette in scenea una riflessione sul rapporto uomo-Natura. Coinvolgendo due attori di primo piano nel panorama internazionale - Shailene Woodley, nota per “Colpa delle stelle” e la saga “Divergent”, e Sam Claflin, popolare per “Biancaneve e il cacciatore” e il ciclo “Hunger Games” -, il regista descrive il viaggio concitato e vertiginoso, fatto di sudore e sangue, dei due giovani, che diventa specchio di un percorso interiore dove termina la giovinezza e comincia l’età adulta. Il film, indirizzato al pubblico dei millennials, riesce a toccare molti temi, in particolare l’amore, la solidarietà, la solitudine, la paura, il passaggio dai facili entusiasmi alla complessa gestione della vita. In particola, nel corso della narrazione si impone il personaggio di Tami, spinta a giocarsi in una danza con la Natura che finisce per assumere i contorni di una sfida muscolare. Tami, all’inizio del film, è incerta e quasi intimorita dall’avventura; poi subentra la fase dell’incanto, del rapimento per la bellezza di spazi sconfinati, dal mare a perdita d’occhio e da un cielo stellato avvolgente. Un orizzonte a tratti paradisiaco, che si infrange nella realtà, con l’arrivo di una tempesta che rade al suolo ogni speranza. Quello che conta è riuscire a mettersi in salvo. Tami inciampa nelle sue fragilità, ma trova anche la forza di rialzarsi per cercare un riscatto. Rappresenta così l’immagine di un’eroina contemporanea, chiamata a fronteggiare le insidie della vita imparando a non cedere. Per questi motivi, dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile e problematico.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria, con particolare attenzione al pubblico giovanile per le tematiche educational. Adatto anche per dibattiti sul rapporto uomo-Natura.

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