RIPARARE I VIVENTI

Valutazione
Consigliabile, Problematico, dibattiti **
Tematica
Famiglia, Famiglia - genitori figli, Malattia, Matrimonio - coppia
Genere
Drammatico
Regia
Katell Quillevéré
Durata
104'
Anno di uscita
2017
Nazionalità
Belgio, Francia
Titolo Originale
Réparer les vivants
Distribuzione
Academy Two
Soggetto e Sceneggiatura
tratto dall'omonimo romanzo di Maylis De Keragal
Musiche
Alexandre Desplat
Montaggio
Thomas Harari

Orig.: Francia/Belgio (2016) - Sogg.: tratto dall'omonimo romanzo di Maylis De Keragal - Scenegg. (e dialoghi): Katell Quillévéré e Gilles Taurand - Fotogr.(Scope/a colori): Tom Harari - Mus.: Alexandre Desplat - Montagg.: Thomas Harari - Dur.: 104' - Produz.: David Thion, Justin Taurand, Philippe Martin - 73^ MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA 2016, SEZIONE ORIZZONTI IN CONCORSO.

Interpreti e ruoli

Tahar Rahim (Thomas Rémige), Emmanuelle Seigner (Marianne), Anne Dorval (Claire), Bouli Lanners (Pierre Révol), Kool Shen (Vincent), Monia Chokri (Jeanne), Alice Taglioni (Anne Guérande), Karim Leklou (Virgilio Breva), Alice de Lencquesaing (Alice Harfang), Finnegan Oldfield (Maxime), Theo Cholbi (Sam), Gabin Verdet (Simon), Dominique Blanc (Lucie Moret), Galatea Bellugi (Juliette)

Soggetto

Una mattina, in una località di mare, tre giovani surfisti, dopo aver finito di solcare le onde, fanno ritorno a casa. Lungo la strada avviene l'incidente. Simon resta in coma all'ospedale di Le Havre. Nello stesso moneto, a Parigi Claire aspetta il trapianto che potrà salvarle la vita...

Valutazione Pastorale

Alla base c'è il romanzo omonimo scritto da Maylis de Kerangual e definito come una "chanson de geste". Tutto ruota intorno al trapianto di un cuore da una persona all'altra. Gesto forte che mette in movimento sussulti e stacchi emotivi profondi. La regia di Katell Quillevere pedina con misura e discrezione i momenti dolorosi e angosciosi vissuti dai genitori di Simon, disegna la radiografia della spasmodica attesa di Claire, in procinto di andare sotto il trapianto. I due episodi sono visti separatamente e non entrano mai in collisione, quasi a evidenziare l'individualità di ogni singolo caso. Il dolore non è replicabile né affidabile ad una fotocopia. La vita che muore e quella che nasce dal "regalo" di quella che scompare restano momenti dolorosamente distinti e separati. Resta il bel titolo che, con coraggio, indica la strada da seguire: noi viventi dobbiamo comunque essere 'riparati' per continuare a vivere. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e in successive occasioni come avvio ad una riflessione su un argomento difficile e delicato (il rapporto vita/morte) che ha implicazioni non solo scientifiche ma anche morali, spirituali, filosofiche.

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