SHADOWHUNTERS – CITTA’ DI OSSA

Valutazione
Futile, velleitario
Tematica
Avventura, Famiglia - genitori figli, Fantascienza, Letteratura
Genere
Fantastico
Regia
Harald Zwart
Durata
129'
Anno di uscita
2013
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
The Mortal Instruments: City of Bones
Distribuzione
Eagle Pictures
Soggetto e Sceneggiatura
Jessica Postigo Paquette tratto dal romanzo omonimo di Cassandra Clare
Musiche
Atli Orvarsson
Montaggio
Joel Negron

Orig.: Stati Uniti/Germania (2013) - Sogg.: tratto dal romanzo omonimo di Cassandra Clare - Scenegg.: Jessica Postigo Paquette - Fotogr.(Scope/a colori): Geir Hartly Andreassen - Mus.: Atli Orvarsson - Montagg.: Joel Negron - Dur.: 129' - Produz.: Don Carmody, Robert Kulzer.

Interpreti e ruoli

Lily Collins (Clary Fray), Jamie Campbell Bower (Jace Wayland), Robert Sheehan (Simon Lewis), Kevin Zegers (Alec Lightwood), Lena Headey (Jocelyn Fray), Aidan Turner (Luk Garroway), Jemima West (Isabelle Lightwood), Godfrey Gao (Magnus Bane), Cch Pounder (Madame Dorothea), Jared Harris (Hodge Starkweather), Jonathan Rhys Meyers (Valentine Morgenstern)

Soggetto

La sera in cui la quindicenne Clarissa e il suo amico Simon decidono di andare al Pandemonium, il locale più trasgressivo di New York, assistono a un efferato assassinio ad opera di un gruppo di ragazzi tatuati e armati fino ai denti. Senza saperlo, Clarissa ha visto per la prima volta gli Shadowhunters...

Valutazione Pastorale

All'origine c'è il primo romanzo della saga fantasy "Shadowhunters" scritta da Cassandra Clare, un best seller con tantissimi fan in tutto il mondo. Quelli del titolo sono guerrieri per metà uomo e per metà angeli che hanno protetto l'umanità dalle forze del male per secoli e a cui Clarissa sembra misteriosamente legata. La trasposizione filmica è certamente realizzata con dovizia dimezzi e con uno scrupolo descrittivo che sfiora l'eccessivo e il puntiglioso. Di rivelazion in ivelezione si arriva a 130' e se ne avverte tutta la fatica: il racconto inciampa in ripetizioni inopportune, divaga a più non posso tra mitologia, esoterismo, new age a buon mercato. Uno scenario confuso e enigmatico dove alla fin conta solo l'identificazione tra lo spettatore giovanile e due protagonisti, lei e lui. Finisce "Twilight", avanti un altro. Importante è soddisfare l'incerto bisogno di magia da parte degli adolescenti. Anche s enon può essere tutto qui. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come futile e in generale velleitario.

Utilizzazione

Il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria, pensando al pubblico mirato indicato prima. Tuttavia senza particolari entusiasmi. Attenzione comunque da tenere per i più piccoli in vista di passaggi televisivi e di uso di dvd e di altri supporti tecnici.

Le altre valutazioni

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