SI VIS PACEM PARA BELLUM

Valutazione
Complesso, scabrosità
Tematica
Famiglia - genitori figli, Giustizia, Violenza
Genere
Drammatico
Regia
Stefano Calvagna
Durata
90'
Anno di uscita
2016
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
Id.
Distribuzione
Poker Entertainment
Musiche
Claudio Simonetti
Montaggio
Roberto Siciliano

Orig.: Italia (2015) - Sogg. e scenegg.: Stefano Calvagna - Fotogr.(Scope/a colori): Matteo De Angelis - Mus.: Claudio Simonetti - Montagg.: Roberto Siciliano - Dur.: 90' - Produz.: Poker Entertainment.

Interpreti e ruoli

Stefano Calvagna (Stefano), Francesca Fiume (Lee Ang), Massimo Bonetti (Rico), Giulia Anchisi (Gaia), Emanuele Cerman (Filippo), Andrea Cocco (Man Chu), Lucia Batassa (madre di Stefano)

Soggetto

A Roma, oggi. Stefano, uomo solitario, lavora come buttafuori in un discoteca, e frequenta un ristorante cinese dove mangia i suoi cibi preferiti e conosce Lee Ang, la figlia del proprietario. Stefano e Lee simpatizzano e decidono di partire insieme alla volta della Cina, dove vivranno insieme una nuova esistenza...

Valutazione Pastorale

Nel panorama cinematografico italiano, Stefano Calvagna occupa un posto del tutto particolare. Primo film nel 1999 "Senza paura", e poi altri titoli tra i quali L'uomo spezzato, Viaggio all'inferno, il peso dell'aria, Non escludo il ritorno, Un nuovo giorno. Il cinema di Calvagna gioca molto delle proprie carte sulla imprevedibilità. Difficilmente un film è uguale all'altro ma tutti sono accomunati dalla voglia di far 'sentire' l'azione, dalla dinamica dei personaggi e dei movimenti. Così qui Stefano ben presto si pone al centro della scena. Riempie lo schermo e l'inquadratura, organizza gli spazi e muove la dinamica dei dialoghi. Si tratta, va detto, di storie semplici e lineari, che oscillano tra incertezza e crudezze, con uno sguardo di malinconico disillusione per le occasioni non colte e per la rabbia di voler perdere una nuova opportunità. E' un cinema di 'genere', duro e non riconciliato che quando pensa di aver vinto la partita con il destino fa i conti con il ritorno della giustizia. Il bene e il male arrivano al confronto conclusivo e il finale lascia rimette amaramente le cose a posto. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come complesso e segnato da alcune scabrosità.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare con cautela in programmazione ordinaria, con attenzione per alcuni passaggi magari non controllati che possono risultare dissonanti rispetto al nucleo più sostanziale del racconto.

Le altre valutazioni

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