SILENCE…ON TOURNE

Valutazione
Accettabile, brillante**
Tematica
Avidità, Cinema nel cinema, Denaro, Famiglia - genitori figli, Musica, Politica-Società
Genere
Commedia
Regia
Youssef Chahine
Durata
108'
Anno di uscita
2002
Nazionalità
Egitto, Francia
Titolo Originale
Skoot hansawwar/Silence...on tourne
Distribuzione
Lady Film
Musiche
Omar Khairat
Montaggio
Rashida Abdel Salam, Annette Durertre

Orig.: Egitto/Francia (2001) - Sogg. e scenegg.: Youssef Chahine - Fotogr.(Panoramica/a colori): Pierre Dupouey - Mus.: Omar Khairat - Montagg.: Rashida Abdel Salam, Annette Durertre - Dur.: 108' - Produz.: Ognon Pictures, MISR International Film, France 2 Cinema, Havas Images.

Interpreti e ruoli

Latifa (Malak), Ahmed Wafik (Lamei), Ahmed Bedir (Alphi), Magda Al Khattib (la nonna), Zaki Abdel Wahab (Ezz Eldine), Ahmed Mehrez (Abbas), Mostapha Chaaban (Nasser), Rubi . (Paula)

Soggetto

Alla fine di un concerto, la famosa cantante-attrice egiziana Malak riceve la visita di Lamei. Nel dichiararsi suo grande ammiratore, costui si definisce psicologo, ma é in realtà un ambizioso gigolò che vuole corteggiarla e entrare nei suoi favori. In procinto di chiudere il grigio rapporto con il marito, Malak incoraggia la presenza di Lamei e lo accoglie dentro casa. La sua presenza però é vista malvolentieri sia dalla vecchia nonna sia da alcuni stretti collaboratori dell'artista, il regista Ezz Eldine e lo sceneggiatore Alphi che stanno lavorando a costruire un nuovo musical studiato sulle corde della protagonista. Di li a poco Lamei trova una parte nel film, e sale sul palco a cantare insieme a Malak. Quando la nonna muore, Alphi, innervosito dall'invadenza del giovane fasullo e perché non sa come finire la sceneggiatura, ricorre ad una invenzione: fa credere a Lamei che l'erede della signora non è la figlia Malak, ma la nipote Paula, figlia di Malak. Lamei allora lascia la donna e subito inizia a corteggiare la giovane. Scoperta la sua tresca, Lamei viene messo alla porta, e Alphi ora sa come far finire il copione. La scena si sposta in una sala cinematografica, dove il film finisce, e Lamei guarda ammirato Malak cantare la canzone conclusiva.

Valutazione Pastorale

Decano del cinema egiziano, Chahine, (che ha esordito nel 1950), continua a stupire per la capacità con cui trascorre da un genere a quello opposto, tenendo la musica come linea comune di incontro. Dopo i cupi scenari drammatici de "Il destino", eccolo ora alle prese con un soggetto allegro e colorato, pieno di atmosfere da commedia sofisticata in un ambiente esotico. Il regista sembra essere il primo a divertirsi nel costruire un meccanismo basato sul gioco di specchi tra realtà e finzione, sul cinema nel cinema, sul cinema come illusione. Ma non solo questo: in mezzo a sgargianti cromatismi pittorici, Chahine fa pungente critica sociale, denuncia opportunismi e arretratezze, mette alla berlina vizi e malcostume del proprio popolo. Dando spazio alla necessità di un incontro tra la cultura locale araba e le suggestioni di quella occidentale, Chahine mette a nudo il rischio della mercificazione dell'arte e indica nell'antidogmatismo la via di un possibile, rinnovato equilibrio. Temi forti risolti con la mediazione di un cinema popolare, anche divertente e rilassante. Positivi i messaggi che scaturiscono da un film che, dal punto di vista pastorale, é da valutare come accettabile, e nell'insieme brillante. UTILIZZAZIONE: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria, e da proporre come esempio di cinema intelligente e costruttivo fuori dagli abituali luoghi di provenienza. Belle le musiche e l'ambientazione.

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