SILENCE

Valutazione
Complesso, Problematico, dibattiti ***
Tematica
Terrorismo
Genere
Drammatico
Regia
Martin Scorsese
Durata
161'
Anno di uscita
2017
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Silence
Distribuzione
01 Distribution
Musiche
Kim Allen Kluge, Kathryn Kluge
Montaggio
Thelma Schoonmaker

Orig.: Stati Uniti (2016) - Sogg. e scenegg.: Jay Coks, Martin Scorsese dall'omonimo romanzo di Shusaku Endo - Fotogr.(Scope/a colori): Rodrigo Prieto - Mus.: Kim Allen Kluge, Kathryn Kluge - Montagg.: Thelma Schoonmaker - Dur.: 161' - Produz.: Martin Scorsese, Emma Koskoff, Irvin Winkler, Randall Emmett, Barbara De Fina, Gaston Pavlovic, Vittorio Cecchi Gori per IM Global.

Interpreti e ruoli

Andrew Garfield (padre Sebastian Rodrigues), Adam Driver (padre Francisco Garupe), Liam Neeson (padre Christovao Ferreira), Tadanobu Asano (interprete), Ciaran Hinds (padre Valignano), Issei Ogata (vecchio Samurai/Inoue), Shinya Tsukamoto (Mokichi), Yoshi Oida (Ichizo), Kichijiro . (Yosuke Kubozuka)

Soggetto

Intorno al 1640 padre Sebastian Rodrigues e padre Francisco Garrupe, due gesuiti portoghesi, arrivano in Giappone per scoprire la verità sulla misteriosa scomparsa di padre Christovao Ferreira, loro maestro spirituale. Ferreira in realtà, dopo molte traversie, rinnegata la sua religione, si è convertito al buddismo...

Valutazione Pastorale

Bisogna partire dal 1988 quando, durante una proiezione speciale de "L'ultima tentazione di Cristo" a New York per i leader religiosi, Martin Scorsese conosce l'arcivescovo Paul Moore che gli fa omaggio di una copia del romanzo di Shusaku Endo "Silence". Pubblicato in Giappone nel 1966 e tradotto in inglese nel 1969, il libro colpisce a fondo l'attenzione del regista. Scorsese pensa da subito che ci sia materia per trarne un film. Da quel momento passano tuttavia oltre venti anni durante i quali l'italo-americano realizza molti altri titoli. Non smette tuttavia di pensare a quel progetto che finalmente si concretizza nel 2016 con il film odierno. Il punto di partenza resta il romanzo di Endo, uno dei non molti scrittori a mettere in campo un punto di vista cristiano, nato a Tokio nel 1923, battezzato all'età di 11 anni, scrittore dal 1958 con storie quasi tutte legate a temi religiosi e cristiani. Nel ricostruire queste drammatiche pagine di storia, Scorsese mette in scena tutto il proprio sguardo fatto di vigore, solennità espressiva, pietà. Dentro di sé, il regista ha lo slancio di un'eredità costruita attraverso titoli quali "Taxi Driver", "Toro scatenato", "The Departed" (Oscar 2007), tutti meccanismi nei quali il contrasto tra bene e male si fa lancinante dissidio di sofferenza. Ora lo scontro tra religioni arriva ad una elaborazione più profonda, quasi che il passare degli anni e l'esperienza abbiano permesso a Scorsese di entrare nelle pieghe di un'analisi più lucida e fredda. Di fatto il nodo centrale è il momento dell'abiura. Padre Sebastiao, imprigionato, prega, si aggrappa alla croce per sfuggire alla crudeltà del dolore. Non smette di chiedere un segno, una parola di orientamento e conforto da Dio. E una voce sembra risuonare nel silenzio, proprio nel momento della 'caduta', forse l’abbraccio misericordioso di Dio dinanzi al grido di un figlio, come avvenne per il Figlio morto sulla croce. La ricostruzione della vicenda nel Giappone del 1640 ha una plasticità espressiva fortemente sofferta e sempre incisiva. La fotografia, livida di angoscia e di colori respingenti, la scenografia, precisa, di Dante Ferretti, la colonna sonora di Kim Allen Kluge sono tutti tasselli rivolti a comporre un affresco d'epoca tanto tempestoso quanto incalzante. L'immagine restituisce il senso della precarietà e della difficoltà del periodo. Un momento di autentica sofferenza, dentro una cornice di rinunce e di dolore atroci e insopportabili. Scorsese ha il merito di comporre questo dramma senza cadere in azioni prevedibili o toni didascalici. Anzi nel seguire le tragiche vicende dei due gesuiti, la regia riesce ad 'allargare' i confini del tempo affrontato. Al punto che, alla conclusione, l'impressione è che, mentre racconta il Giappone del 1600, Scorsese abbia voluto dire qualcosa all'uomo di oggi. Come un stringente e doveroso omaggio ai cristiani ancora perseguitati nel mondo del Terzo Millennio. Per questi motivi, il film è da valutare come complesso, problematico e da affidare a dibattiti.

Utilizzazione

Il film ha un andamento narrativo solenne, ieratico e in certi passaggi non facile da seguire. La materia può essere affrontata con molte riflessioni di supporto per approfondire i temi svolti, anche con il coinvolgimento di esperti di cinema e di religione.

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