Sofia

Valutazione
Complesso, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Donna, Famiglia
Genere
Drammatico
Regia
Meryem Benm'Barek
Durata
80'
Anno di uscita
2019
Nazionalità
Francia/Marocco/qatar
Distribuzione
Cineclub Internationale
Soggetto e Sceneggiatura
Meryem Benm'Barek

Interpreti e ruoli

Maha Alemi (Sofia), Lubna Azabal (Leila), Sarah Perles (Lena), Faouzi Bensaïdi (Faouzi), Hamza Khafif (Omar), Nadia Niazi (Zineb), Rawia (Zohra), Mohamed Bousbaa (Ahmed), Mansour Badri (Il commissario)

Soggetto

A Casablanca, dove vive con i genitori, la ventenne Sofia avverte forti crampi allo stomaco. Ben presto la cugina Lena, studentessa di medicina, capisce la situazione: Sofia è incinta e proprio ora comincia una situazione difficilissima da affrontare e gestire

Valutazione Pastorale

Siamo in Marocco ed è utile partire da alcune informazioni che delineano il terreno di riferimento: quella che più attiene al fatto raccontato è che l’articolo 490 del Codice Penale prevede da un mese ad un anno di reclusione per le relazioni sessuali al di fuori del matrimonio. Sulla permanenza di questo articolo di legge e sugli effetti che si trascina nella quotidianità di ragazze e famiglie ruota la vicenda che si muove come una vera e propria radiografia di una disposizione che più viene osservata e più appare anacronistica, obsoleta, fuori dalla realtà. Se è vero infatti che la legge è legge, per rispettarla Sonia sarà costretta a mettere in atto una serie di dispositivi tendenti a peggiorare la situazione, ad inventare escamotage di comodo, a cominciare dall’individuazione di colui che viene individuato come il ‘colpevole’ del fatto. Se Meryem Benm’Barek, nata a Rabat nel 1984, con studi di arabo a Parigi e di cinema al dipartimento di regia dell’Insas di Bruxelles, riesce in questa opera prima a descrivere con occhio approfondito e acuto tutta la tragedia di una ragazza dei nostri giorni per colpe difficili da identificare, è nella regia che l’esordiente autrice dimostra una profondità di riflessione e un’acutezza di prospettiva di totale realismo, riuscendo a conciliare le asprezze della quotidianità con momenti anche ironici, quasi a non voler drammatizzare una situazione invece piena di drammaticità e di poca serenità. Conferma di una bella capacità di far andare d’accordo la questione sociale con problemi di non minore importanza, quali la gerarchia sociale, i ricchi e i poveri, i furbi e i cattivi, in una prospettiva che rende il quadro di una nazione non più legata solo al mondo musulmano, ma ad una concezione generale e universale. Dal punto di vista pastorale il film è da valutare come complesso, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e da proporre, in successive occasioni mirate, certamente nella versione originale, per avviare riflessioni su molti argomenti di stretto interesse e di forte attualità.

Le altre valutazioni

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