SONO TORNATO

Valutazione
Consigliabile, Problematico, dibattiti
Tematica
Animali, Politica-Società, Potere, Razzismo, Storia
Genere
Commedia
Regia
Luca Miniero
Durata
96'
Anno di uscita
2018
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
/////
Distribuzione
Vision Distribution
Musiche
Pasquale Catalano
Montaggio
Valentina Mariani

Orig.: Italia (2018) - Sogg. e scenegg.: Nicola Guaglianone, Luca Miniero - Fotogr.(Scope/a col.): Guido Michelotti - Mus.: Pasquale Catalano - Montagg.: Valentina Mariani - Dur.: 96' - Produz.: Marco Cohen, Benedetto Habib, Fabrizio Donvito per Indiana Poduction con Vision Distribution con 3 Marys Entertainment srl.

Interpreti e ruoli

Massimo Popolizio (Benito Mussolini), Frank Matano (Andrea Canaletti), Stefania Rocca (Katia Bellini), Gioele Dix (Leonardi), Eleonora Belcamino (Francesca), Ariella Reggio (nonna Lea), Massimo De Lorenzo (Giorgio), Giancarlo Ratti (Capogrossi), Luca Avagliano (Gianni), Piera Russo (Carla), Elena Staropoli (Dada), Marta Bulgherini (giovane autrice TV), Guglielmo Favilla (autore TV), Danilo Sarappa . (altro autore TV)

Soggetto

Mentre è impegnato a filmare una partita di calcio tra ragazzini in un quartiere di Roma, Andrea Canaletti, documentarista con grandi ambizioni nel cinema, incontra casualmente un uomo in divisa militare dei vecchi tempi. Dice di chiamarsi Benito Mussolini...

Valutazione Pastorale

Il precedente, che è doveroso ricordare, è il film "Lui è tornato" (anche libro) diretto nel 2015 da Davis Wnendt. Sarebbe però troppo facile, e forse anche semplicistico, considerare questo di Miniero soltanto una sorta di 'versione italiana' di quello realizzato prima. Prendere Hitler e sostituirlo con Mussolini è operazione tutt'altro che scontata. Entrano in ballo numerosi fattori, e la soluzione è solo all'apparenza facile. In questo caso la figura del Duce che circola oggi per Roma appare all'inizio destinata a suscitare ilarità, umorismo, commenti di sufficienza. In seguito il suo modo di comportarsi rompe la cornice della finzione per collocarsi in una sfera più inquieta e meno approssimativa. E' infatti una bella idea di sceneggiatura quella di calare il protagonista a diretto confronto con popolani e cittadini di oggi con l'intento di creare tra realtà e finzione un corto circuito di battute e domande, ora serie,ora imbarazzanti: che sono tali non per lui, ma per gli improvvisati interlocutori, incapaci di articolare una risposta seria e convincente. E' una dialettica che si ripete più volte, finchè lo scenario di uno studio televisivo non diventa il palcoscenico ideale per veicolare comicità, forti emozioni, toni da sceneggiata di pura invenzione. Peccato che negli interstizi della esibizione da "one man show" la presenza del presunto comico si riveli tutt'altro che fasulla. Così ai poveri cittadini contemporanei è affidato un sussulto di lucidità che dovrebbe servire a riequilibrare la situazione. E come era tornato, così Mussolini sparisce. Ma a rimanere sono gli italiani di oggi, tutti coinvolti in un marasma quotidiano non più controllabile dal quale non si intravede una via d'uscita. Allora se il ritorno di Mussolini è espediente di fantasia, del tutto vere sono le caratteristiche di una Nazione come l'Italia, stretta tra individualismo ed egoismo, nella quale trionfano maschere sgangherate, cuochi non sempre impeccabili, fiction televisive in libertà. Può darsi che quello di Miniero sia un quadro non esaustivo e parziale ma certo arriva a toccare corde scoperte e scomode da pizzicare. Per cui, di fronte a Massimo Popolizio, che è un Mussolini incisivo e severo, si collocano gli altri, noi, voi, la gente, il popolo. Ossia da un parte un morto, dall'altra i vivi. Il confronto è (incredibilmente) aperto. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile, problematico e da affidare a dibattiti. UTILIZZAZIONE: il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e in successive occasioni per le ampie possibilità che offre di approfondimenti, riflessioni, contributi vari e diversissimi, in direzione politico/sociale/culturale.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e in successive occasioni per le ampie possibilità che offre di approfondimenti, riflessioni, contributi vari e diversissimi, in direzione politico/sociale/culturale.

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