STORIE Racconto incompleto di diversi viaggi

Valutazione
Accettabile, Complesso, dibattiti**
Tematica
Conflitti etnici, Metafore del nostro tempo, Rapporto tra culture
Genere
Metafora
Regia
Michael Haneke
Durata
117'
Anno di uscita
2001
Nazionalità
Francia, Germania, Romania
Titolo Originale
Code inconnu - Récit incomplet de diverse voyages
Distribuzione
BIM - Columbia TriStar Films Italia
Musiche
Giba Goncalves
Montaggio
Andreas Prochaska, Karin Hartusch

Orig.: Francia/Germania/Romania (2000) - Sogg. e scenegg.: Michael Haneke - Fotogr.(Panoramica/a colori): Jurgen Jurges - Mus.: Giba Goncalves - Montagg.: Andreas Prochaska, Karin Hartusch - Dur.: 117' - Produz.: Marin Karmitz, Alain Sarde.

Interpreti e ruoli

Juliette Binoche (Anne), Alexandre Hamidi (Jean), Thierry Neuvic (Georges), Sepp Bierbichler (il fattore), Ona Lu Yenke (Amadou), Helene Diarra (Aminte), Djibril Kouyate (Youssouf), Bruno Todeschini (Pierre), Luminita Gheorghiu (Maria), Bob Nicolescu . (Dragos)

Soggetto

All'inizio una bambina sordomuta cerca di comunicare qualcosa con un linguaggio gestuale che nessuno dei presenti riesce a capire. L'azione si sposta poi a Parigi. Qui Anne, un'attrice, incontra per caso per strada Jean, fratello adolescente del suo convivente George, fotografo di guerra attualmente inviato nel Kossovo. Jean non vuole saperne di occuparsi della fattoria di campagna del padre, vuole stabilirsi a Parigi e Anne sul momento gli consegna le chiavi della loro casa. Ora più rilassato, Jean acquista uan brioche,la scarta e senza volerlo getta l'involucro contro Marie, una mendicante rumena. Il gesto provoca la reazione di Amadou, giovane di colore, che vorrebbe le scuse di Jean. Segue una lite, con arrivo della polizia: Amadou finisce al commissariato, Marie, trovata priva del permesso di soggiorno, viene rispedita in Romania. Il padre di Amadou, conduttore di taxi dal carattere difficile, all'improvviso lascia la famiglia e torna nel Mali. Mentre Anne vive in modo contraddittorio sia la professione di attrice sia la relazione con George, Jean si allontana sempre di più dal padre, e Amadou al contrario deve stare più vicino alla sorellina sordomuta dopo la partenza del padre. Dalla Romania, Maria dopo un po' fa ritorno a Parigi e riprende il posto all'angolo di strada. Un bambino sta per cadere da un cornicione, Anne non arriva a salvarlo e sta male: é il film che sta girando. A sera Anne torna a casa e apre la porta con un codice nuovo. Poco dopo arriva George, ma non riesce ad entrare. Il bambino sordomuto va avanti con i propri tentativi gestuali.

Valutazione Pastorale

Sotto il profilo narrativo, il film è strutturato in maniera frammentaria e spezzettata. Le varie vicende si intersecano, si sovrappongono, si incrociano a delineare una sorta di circolarità 'spazio-tempo', che non si sa quando è cominciata e non arriva ad una conclusione. Da tenere presenti per decifrare il copione sono le due parti di ncui è composto il titolo originale. La seconda dice: "Racconto incompleto di diversi viaggi". La prima é "Codice sconosciuto". Nella seconda il frazionamento delle storie è il corrispettivo del disordine della vita che si voleva presentare: continuità ma anche frattura nelle pieghe della società e della cultura europee. Nella prima la 'non conoscenza' della formula di accesso significa l'incapacità di capire e di mettere in atto nuovi modi di comunicazione. Se è vero che la multiculturalità impone l'acquisizione di linguaggi diversi, é altrettanto vero che la realtà quotidiana diventa così difficile da decifrare da indurre a reazioni di chiusura in se stessi: e non solo da parte dei 'residenti' occidentali ma anche da parte degli 'immigrati' (che fuggono e tornano, senza sapere più perché). Lo sguardo che il regista austriaco Haneke getta sull'Europa di fine Millennio privilegia l'incomunicabilità ma non è rassegnato né disperato. Osserva i dolori del mondo e si apre alla gestualità di un'infanzia gravata da Handicap ma 'pura'. Da lì bisogna ripartire per riconquistare fiducia e speranza. Asoltando chi sembra non avere voce, si può distinguere la comunicazione versa da quella falsa. Girato con ritmi lenti e meditati, il film non è di facilisima comprensione ma è vitale, vivace, costruttivo. Dal punto di vista pastorale, è da valutare come accettabile, complesso nella costruzione, e da indicare per dibattiti. UTILIZZAZIONE: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria, ricordando quanto detto prima e con attenzione per la presenza dei minori. E' da proporre come esempio di rapporto tra cinema europeo e società europea a cavallo tra Secondo e Terzo millennio.

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