STRESSATI

Valutazione
Inaccettabile, amorale
Tematica
Genere
Commedia
Regia
Mauro Cappelloni
Durata
90'
Anno di uscita
1997
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Warner Bros Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Elide Cortesi, Mauro Cappelloni
Musiche
Alex Britti
Montaggio
Rosella Mocci

Sogg. e Scenegg.: Elide Cortesi, Mauro Cappelloni- Fotogr.: (Panoramica/a colori) Giuseppe Tinelli - Mus.: Alex Britti - Montagg.: Rosella Mocci - Dur.: 90' - Produz.: Video Lucky, Dania Film

Interpreti e ruoli

Gian Marco Tognazzi (Dado), Daniele Liotti (Marco), Barbara Livi (Adele), Eliana Miglio (Maria), Piero Natoli (Gino), (Giacomo), Giampiero Ingras-sia (Giovanna), Vera Gemma (Stefano), Alessandro Paci, Monica Scattini, Armando De Razza, Massimo Wertmuller, Isabel Russinova.

Soggetto

Dado e Marco, due amici sui trent'anni, pubblicano un giornale satirico che tira poche copie e ne vende ancora meno. La redazione è costi-tuita dai tavoli di una trattoria vecchio stile, frequentata da rari clienti di quartiere e dove i due bivaccano tra idee e progetti confusi. Le loro giornate inconcludenti sono lo specchio di una grave crisi personale. Sul piano senti-mentale , vivono storie incerte. Dado non disdegna compagnie occasionali, poi conosce Maria, decisa e sicura, e non sa come gestire la situazione. Mar-co, che ha avuto un figlio da Simona, incontra Adele, con la quale vorrebbe costruire qualcosa ma è impacciato e la cosa non può andare avanti. Dopo essersi confrontati con il gruppo di amici che frequentano la trattoria, le due coppie si lasciano, Dado e Marco accettano il lavoro offerto dal proprietario di un giornale, e nel tempo libero tornano nella vecchia redazione. Una sera si presenta una ragazza, e chiede: " E' qui che si fa satira?".

Valutazione Pastorale

la vicenda vorrebbe tracciare il ritratto della genera-zione dei trentenni degli anni Novanta, mettendone a nudo i tic, le manie, le incertezze. Questi trentenni sono insicuri su tutto, i maschi in particolare ada-giati su un velleitarismo professionale e sentimentale dal quale però fanno ben poco per scuotersi. Le femmine invece appaiono volitive e ferme ma scontano ora il trovarsi di fronte partner infantili e insicuri. Insomma, se è vero che lo sbandamento generazionale ha innegabili agganci nella realtà ita-liana di ogni giorno, è altrettanto vero che il film è più distruttivo che propo-sitivo, si compiace di mettere in mostra carenze e difetti dei protagonisti, si adagia su facili macchiette, su dialoghi stereotipati, su situazioni facilmente pruriginose. Dal punto di vista pastorale, non può essere accettata l'insistita superficialità di azioni e comportamenti che caratterizza per intero il film. Utilizzazione: è da evitare l'utilizzazione in programmazione ordinaria, e certo, per quanto l'argomento 'crisi dei giovani' sia d'attualità, il film non è l'ideale per approfondire qesta delicata problematica.

Le altre valutazioni

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