TERRITORI D’OMBRA

Valutazione
Accettabile, Problematico, dibattiti
Tematica
Bambini, Famiglia, Male
Genere
Drammatico
Regia
Paolo Modugno
Durata
91'
Anno di uscita
2001
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
/////
Distribuzione
Làntia Cinema & Audiovisivi
Musiche
Mark Hanna
Montaggio
Erika Mannoni

Orig.: Italia (2001) - Sogg. e scenegg.: Veronica Salvi e Paolo Modugno in collaborazione con Andrea Balzola - Fotogr.(Panoramica/a colori): Marco Carosi - Mus.: Mark Hanna - Montagg.: Erika Mannoni - Dur.: 91' - Produz.: Veronica Salvi per Esse & Bi.

Interpreti e ruoli

Pino Quartullo (Luca Balestri), Rosa Ferraiolo (Margherita Gastaldo), Toni Bertorelli (Franz Tosoni), Ludovica Modugno (Ornella), Leo Gullotta (Antonio), Gigi Angelillo (Simeoni), Laurent Terzieff (Dulbecco)

Soggetto

A Tolmezzo, cittadina friulana tra colline e montagne, si trovano Luca, ex detenuto esperto di computer in cerca di riscatto; Margherita, un magistrato inviato lì da Agrigento; Franz, il capo della locale procura. La polizia è sulle tracce di un certo Dulbecco, avvocato e probabilmente responsabile di un traffico di minori che prende il via da quelle parti. In un bar Luca sente alcune persone parlare di un libanese e di una villa fuori paese. Intanto un geometra viene arrestato per aver insidiato la nipotina, e il piccolo figlio di Antonio, un operaio disoccupato, viene violentato e non riesce più a parlare: consenziente il padre, il piccolo veniva affittato per il divertimento degli adulti. Di iniziativa propria, Luca va alla villa, mentre si ricorda di quando da bambino il padre abusò di lui. La casa ora è vuota, i bambini sono stati lasciati lì. Arriva la polizia e mette i sigilli. Di fronte a Franz, che cerca di chiudere rapidamente il caso, Luca insiste a porsi alcune domande, assecondato dalla poliziotta Ornella. Alla fine Franz cede: lui aveva avuto rapporti con Dulbecco, che ora lo ricattava. Franz viene arrestato. Sette anni dopo, ritroviamo il geometra visto prima: per strada adocchia una bambina che gioca.

Valutazione Pastorale

Il problema della pedofilia é grosso, sfaccettato, non sempre facile da individuare e quindi da combattere. Il film lancia un grido d'allarme sull'argomento attraverso una vicenda di piccole dimensioni ambientata in un luogo piccolo e appartato. Forse si vuole dire che il fenomeno è presente anche laddove uno non se lo aspetterebbe, anzi proprio quelli sono i territori più nascosti, più "d'ombra": come d'ombra é il tema, che nessuno affronta volentieri e a viso aperto. Sembra perciò quasi ingeneroso soffermarsi sugli squilibri fra l'importanza e la bontà delle intenzioni e la sua realizzazione. Il racconto ha difetti di ingenuità compositiva: é sfilacciato, la psicologie dei personaggi sono un po' approssimative, la trama 'gialla' si inserisce sul plot drammatico creando qualche confusione, lo svolgimento ha passaggi incongrui. Ma tutti questi vanno considerati difetti veniali, se guardiamo all'utilità complessiva del film, e al suo coraggioso ruolo, si direbbe, di apripista nei confronti di questo tema scottante e delicato. Cominciare a parlarne significa già voler individuare una soluzione. Dal punto di vista pastorale, il film é dunque da valutare come positivo, proprio per quanto attiene alla volontà di denuncia e di coinvolgimento di tutti, istituzioni pubbliche e private, scuola, famiglia, chiesa (che pure é assente dalla storia). Film problematico, adatto a dibattiti. UTILIZZAZIONE: per quanto detto sopra, il film si presta bene per un utilizzo mirato, in occasioni di incontri a vari livelli ( educativi, sociali, di recupero)e come stimolo a far emergere e confrontare opinioni diverse.

Le altre valutazioni

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