THE BEACH

Valutazione
Discutibile, ambiguità
Tematica
Amicizia, Droga, Libertà, Movimenti e sette, New age
Genere
Drammatico
Regia
Danny Boyle
Durata
130'
Anno di uscita
2000
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
The beach
Distribuzione
20th Century Fox Italia
Soggetto e Sceneggiatura
John Hodge tratto dal romanzo omonimo di Alex Garland
Musiche
Angelo Badalamenti
Montaggio
Masahiro Hirakubo

Orig.: Stati Uniti (2000) - Sogg.: tratto dal romanzo omonimo di Alex Garland - Scenegg.: John Hodge - Fotogr.(Scope/a colori): Darius Khondji - Mus.: Angelo Badalamenti - Montagg.: Masahiro Hirakubo - Dur.: 130' - Produz.: Andrew MacDonald.

Interpreti e ruoli

Leonardo DiCaprio (Richard), Virginie Ledoyen (Francoise), Guillaume Canet (Etienne), Tilda Swinton (Sal), Robert Carlyle (Daffy), Paterson Joseph (Keaty), Lars Arentz-Hansen (Bugs), Zelda Tinska (Sonja), Lidija Zovkic (Mirjana), Jukka Hiltunen . (Karl)

Soggetto

Richard, un giovane americano come tanti di oggi, arriva, zaino in spalla, a Bangkok con pochi soldi e parecchi interrogativi. Prende alloggio in un albergo di terza categoria, e qui conosce una coppia di francesi, Francois e il suo compagno Etienne. Nella stanza accanto alla sua incontra anche un altro uomo, un certo Daffy, che si definisce un viaggiatore segnato dal sole e dalle droghe. Su un foglio Richard vede disegnata una mappa: indica un'isola incontaminata che Daffy dice di voler raggiungere. Richard rimane colpito e, dopo averci pensato, capisce che deve unirsi a lui. Va per dirglielo ma lo trova riverso per terra con le vene tagliate. Più che mai Richard si convince di dover proseguire. Coinvolge i due francesi e insieme partono per un viaggio verso l'ignoto. Attraversate acque agitate e una cascata mozzafiato, i tre raggiungono l'isola, bella oltre ogni previsione ma, in verità, niente affatto disabitata: una piccola comunità di viaggiatori con a capo la vigorosa Sal si é sistemata da alcuni anni in quel posto segreto. Dopo un perido iniziale, i nuovi vengono accettati e prendono a vivere la vita di tutti, all'aria aperta e senza orari. Ma la serenità è di breve durata. Gelosie, rivalità, conflitti personali emergono brutalmente. Quando per caso arrivano altri giovani, le guardie armate che coltivano la droga li uccidono a colpi di mitra. Richard assiste. I trafficanti danno al gruppo l'ultimatum: o Richard muore o vanno tutti via. Trovato un compromesso, ognuno torna a casa. In America Richard ora gioca davanti al computer, clicca e appare la foto della comunità dell'isola.

Valutazione Pastorale

Il romanzo omonimo di Alex Garland, pubblicato nel 1996, fu definito dalla critica americana "un racconto intenso, di grande immaginativa...un ritratto tanto originale quanto sconvolgente di modelli psicologici che prendono forma dagli sconcertanti messaggi assorbiti da icone culturali come 'Apocalypse now' e Nintendo e dall'inossidabile culto dell'oblio". Un commento molto impegnativo per chi si era poi assunto il compito di tradurre in immagini questo "ritratto". In effetti lo sviluppo del film risulta fin troppo chiaro: un viaggio iniziatico alla scoperta di se stessi nasce come fuga dalla noia del già conosciuto e naufraga nella constatazione che anche l'ignoto ha i suoi non piccoli difetti ed é tutt'altro che perfetto. Ritorno a casa, allora, con la convinzione che il 'paradiso va cercato non fuori ma dentro di noi' (è la frase finale). Si voleva in qualche maniera mettere alla berlina il mito anni '60 delle comunità libere, dell'uso della droga come surrogato alla realtà, delle correnti di pensiero neo-spiritualiste: per dare sostanza a tutto questo mancano convinzione, maggiore dialettica tra i personaggi, un taglio drammatico più coerente e lucido. Il racconto invece si perde nell'incertezza sulla strada da seguire, non trova il tono giusto e rimane incagliato in un ingenuo didascalismo. Ci sono buone indicazioni (il recupero finale del protagonista) ma dette in modo confuso. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come discutibile e percorso da una costante ambiguità. UTILIZZAZIONE: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria, tenendo conto delle indicazioni sopra espresse. Da proporre nel rapporto con il romanzo e come ritratto di una certa cultura e mentalità giovanili americane.

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