The Front Runner. Il vizio del potere

Valutazione
Complesso, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Famiglia, Lavoro, Media, Politica-Società
Genere
Biografico - Drammatico
Regia
Jason Reitman
Durata
113'
Anno di uscita
2019
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
The Front Runner.
Distribuzione
Warner Bros Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Soggetto: dal romanzo di Matt Bai. Sceneggiatura: Matt Bai, Jay Carson, Jason Reitman
Fotografia
Eric Steelberg
Musiche
Rob Simonsen
Montaggio
Stefan Grube

Prod.: Jason Reitman, Helen Estabrook, Aaron L. Gilbert

Interpreti e ruoli

Hugh Jackman (Gary Hart), Vera Farmiga (Lee Hart), J.K. Simmons (Bill Dixon), Alfred Molina (Ben Bradlee), Sara Paxton (Donna Rice)

Soggetto

Gary Hart, senatore del Colorado e grande favorito per le elezioni presidenziali americane del 1988 per il Partito Democratico, viene messo sotto accusa per la sua relazione extraconiugale, che mina la corsa elettorale...

Valutazione Pastorale

L’argomento "elezioni presidenziali" è certamente tra i più frequentati tra cinema e televisione in America. Proprio, va precisato, il periodo in cui ci sono i candidati e c’è un’opinione pubblica che deve ancora esprimersi. E quindi non i Presidenti già eletti e il loro comportamento alla Casa Bianca, ma il periodo precedente in cui si decidono le sorti della competizione. Per capirci, non il recente "Vice" ma quello che capita un passo prima. E che è appunto successo a Gary Hart, senatore dalla vita limpida e pulita, che per aver ceduto a una tentazione, si trova messo sotto accusa per adulterio. Si tratta di un terreno in America particolarmente infido e pericoloso, nel quale il rischio non è tanto quello della colpa in senso moralistico, quanto del rapporto tra il vero e la menzogna. In tal senso il momento centrale è quello in cui il giornalista chiede a Hart se abbia o no commesso adulterio. E la risposta è: La domanda è scorretta. I fatti dicono che messo alle strette, Hart ritirò la candidatura, dando in pratica via libera alla strada che portò alla Casa Bianca George H.W. Bush. Ma la decisione non fa di Hart un pusillanime indeciso, anzi conferma la sua volontà di mettere un punto fermo nel dibattito tra vita pubblica e privato. Reitman semmai mette in mostra un giornalismo assatanato in cerca di scoop e di vittime da sbranare, anche a costo di calpestare la verità. Non per fare di Hart un martire, ma per dire che il contorno è quanto di più velenoso ci potesse essere e il periodo di un giornalismo dedito al controllo delle fonti (tipo “Washington Post") era ormai finito. Quella di Hart è una parabola esemplare non più ripetuta perché la politica (americana) si è fatta più cinica e meno desiderosa di controlli. Reitman governa il soggetto con scrupolo, attenzione e severità di giudizio. Hugh Jackman è un Hart tormentato eppure combattivo, ugualmente incisiva Vera Farmiga nel ruolo della moglie Lee, decisa a non perdonare e insieme a non perdere matrimonio e famiglia. Film nervoso e intenso, che dal punto di vista pastorale è complesso, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e in molte occasioni per avviare riflessioni su temi di grande attualità quali: elezioni, democrazia, ruolo del giornalismo, il tutto visto e filtrato dall'occhio del cinema.

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