THE GOLDEN BOWL

Valutazione
Accettabile-riserve, Problematico, dibattiti*
Tematica
Letteratura, Matrimonio - coppia, Politica-Società
Genere
Commedia
Regia
James Ivory
Durata
137'
Anno di uscita
2000
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
The golden bowl
Distribuzione
Medusa Film
Soggetto e Sceneggiatura
Ruth Prawer Jhbvala tratto dal romanzo omonimo di Henry James
Musiche
Richard Robbins
Montaggio
John David Allen

Orig.: Stati Uniti (2000) - Sogg.: tratto dal romanzo omonimo di Henry James - Scenegg.: Ruth Prawer Jhbvala - Fotogr.(Scope/a colori): Tony Pierce-Roberts - Mus.: Richard Robbins - Montagg.: John David Allen - Dur.: 137' - Produz.: Ismail Merchant.

Interpreti e ruoli

Uma Thurman (Charlotte), Jeremy Northam (Amerigo), Nick Nolte (Adam), Kate Beckinsale (Maggie), Anjelica Huston (Fanny), James Fox, Madeleine Potter

Soggetto

Ai primi del Novecento l'italiano Amerigo, principe di famiglia ma squattrinato, ha una relazione con Charlotte, a sua volta priva di patrimonio personale. Quando Amerigo capisce che la giovane Maggie é innamorata di lui, decide di sposarla. Maggie è figlia del ricco Adam, uomo d'affari e collezionista d'arte. Charlotte non si perde d'animo, si fa corteggiare e poco dopo convola a nozze proprio con Adam. Amerigo e Charlotte hanno così molte occasioni d'incontro, anche se lei dice che dovrebbero stare di più insieme le due ragazze e i due uomini. Quando i due tornano da un viaggio fatto da soli, Maggie comincia a sospettare qualcosa. Un giorno Adam chiede alla moglie di partire per American City, dove lui vuole costruire un museo. Quando vede la coppa incrinata, Maggie ha la conferma del tradimento del marito. Dopo aver spedito la propria collezione, Adam parte per l'America. Charlotte vuole rimanere per Amerigo, ma lui le dice che ama solo la moglie. Charlotte piange, poi si appresta a partire per l'America.

Valutazione Pastorale

Tra il romanziere Henry James e il regista James Ivory si é instaurata a distanza una particolare sintonia. Entrambi americani, hanno avvertito l'esigenza di un confronto serrato e forte tra il Nuovo Mondo al di là dell'oceano e la vecchia Europa, colti in cruciali momenti di passaggio sul piano sociale e culturale. Anche in questa occasione i temi di fondo rimangono gli stessi: il confronto tra aristocrazia, nobiltà, borghesia; gli arrivisti; le tradizioni e le apparenze, le convenzioni imposte dai singoli ruoli. Intrecciati a questi corrono poi le relazioni sentimentali; l'amore di convenienza e quello vero; le delusioni, la gioia e il dolore. I sentimenti sono ben descritti sotto il profilo psicologico, inquadrati in una cornice d'epoca ma visti con occhio attualizzato e non banale. Ne viene fuori uno spartito denso sul quale ragione ed emozione si succedono in modi forse qua e là un po' ripetitivi ma nell'insieme coerenti per come riescono a fare emergere sincerità ed ipocrisia. Va detto che il film é attento ad evitare di sottolineare vivivamente la non-moralità dei protagonisti, e la finzione che si instaura fra loro si traduce in uno schermo, in una distanza, in una attenzione a mantenere comportamenti civili. Dal punto di vista pastorale, espresse riserve per le situazioni in quanto tali, il film può essere valutare come accettabile, e problematico per i molti argomenti che mette in campo da affrontare in successivi dibattiti. UTILIZZAZIONE: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria. Da proporre in occasioni mirate, nell'ambito di riflesioni sul confronto Europa/America, sul rapporto cinema-letteratura.

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