TIR

Valutazione
Consigliabile, Problematico, dibatiti
Tematica
Amicizia, Famiglia, Lavoro, Matrimonio - coppia
Genere
Drammatico
Regia
Alberto Fasulo
Durata
85'
Anno di uscita
2014
Nazionalità
Croazia, Italia
Titolo Originale
Tir
Distribuzione
Tucker Film
Musiche
Riccardo Spagnol
Montaggio
Johannes Hiroshi Nakajima

Orig.: Italia/Croazia (2013) - Sogg. e scenegg.: Enrico Vecchi, Carlo Arciero, Branko Zavrsan, Alberto Fasulo - Fotogr.(Panoramica/a colori): Alberto Fasulo - Mus.: Riccardo Spagnol - Montagg.: Johannes Hiroshi Nakajima - Dur.: 85' - Produz.: Nadia Trevisan, Alberto Fasulo in coproduzione con Irena Markovic.

Interpreti e ruoli

Branko Zavrsan (Branko), Lucka Pockia (Isa), Marijan Sestak . (Maki)

Soggetto

Branko, ex insegnante di Rijeka, da qualche mese è diventato camionista per un'azienda di trasporti italiana. Un scelta sofferta e difficile ma per lui motivata dal fatto che ora guadagna tre volte in più rispetto allo stipendio di scuola. C'è però l'altra faccia della medaglia: quella di vivere costantemente lontano da casa, impossibilitato a vedere moglie e figli e ad occuparsi di loro. Tocca solo a lui, alla sua pazienza e ostinazione tenere vivo un difficile equilibrio tra lavoro, vita professionale e vita privata.

Valutazione Pastorale

Nato in Friuli nel 1976, Alberto Fasulo ha lavorato nel cinema come assistente alla regia, tra film di fiction e documentari di creazione. Proprio un documentario è il suo LM d'esordio, "Rumore bianco" (2008). Questa di oggi è la sua opera prima con una storia che conferma la sua propensione a muoversi in una zona mista tra vicende inventate e un contorno di taglio fortemente realistico. Il 'mestiere' di camionista; il lavoro rapportato al guadagno; la fatica della solitudine e la tensione dei rapporti professionali. Il ventaglio di temi attuali è ricco, intenso, pertinente. Al centro c'è Branko, uomo di poche parole che la regia inquadra spesso con immagini fisse, riflesso di un non voluto immobilismo esistenziale. Il copione soffre forse di molti silenzi e di troppe lentezze ma riesce infine a far lievitare una materia originale, facendo emergere chiaroscuri caratteriali e sprazzi di qualche verità. Una sorta di cronaca on the road del Terzo Millennio per un film che, dal punto di vista pastorale, è da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria e, forse meglio, in occasioni mirate per avviare riflessioni sui molti temi di vita contemporanea che affronta.

Le altre valutazioni

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