TROPPO SOLE

Valutazione
Incosistente, grossolanità
Tematica
Mass-media
Genere
Grottesco
Regia
Giuseppe Bertolucci
Durata
90'
Anno di uscita
1994
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
TROPPO SOLE
Distribuzione
Lucky Red
Soggetto e Sceneggiatura
Giuseppe Bertolucci, Sabina Guzzanti, David Riondino Giuseppe Bertolucci
Musiche
Andrea Guerra
Montaggio
Fiorella Giovanelli

Sogg.: Giuseppe Bertolucci - Scenegg.: Giuseppe Bertolucci, Sabina Guzzanti, David Riondino - Fotogr.(panoramica/a colori): Fabio Cianchetti - Mus.: Andrea Guerra - Montagg.: Fiorella Giovanelli - Dur.: 90' - Produz.: La Banda Magnetica, Navert Film.

Interpreti e ruoli

Sabina Guzzanti (Patrizia), ( Lalla), ( Matilde), ( Mara), ( Desolata), ( Suor Agnese), ( Donna Flavia), ( Renata l'indemoniata), ( Ambra), ( Edith Piaff), ( La scienziata), ( La cantante giapponese), ( Stella di Papà)

Soggetto

La giornalista Lalla deve intervistare la celebre rockstar Matilde, che si trincera nella sua vistosa villa col cane lupo Adamo, la vecchia madre Desolata, che si nutre esclusivamente di patate fritte, e la sorella Mara, una tossicodipendente che ha istituito, con un tronco di pino, una personale barriera per riscuotere pedaggi sulla strada d'accesso alla magione. Negandosi Matilde, Lalla, dopo Mara e Desolata, incontra Donna Flavia, stramba mecenate che ha aiutato Matilde negli studi, e che ha allevato Renata, una ragazza indemoniata. Costei morde Lalla, che all'ospedale conosce così la psicologa Ambra, esperta nell'applicare l'innovativa "shampooterapia". Ottenuta la sospirata intervista, Lalla ascolta le strampalate teorie filosofiche di Matilde, che però è allergica alla parola "uomini" e reagisce scatenando Adamo dietro Lalla che fugge. Intanto nella hit parade, che la DJ di colore Patrizia, di Radio Torre Tozza, sottolinea con gergo borgataro, la rivale di Matilde, Stella di Papà, guadagna continuamente posizioni. Costei attira sulla sua nave-studio Lalla per essere intervistata, offrendole una valigia di soldi. Poco dopo la giornalista, con piglio deciso, irrompe nella villa di Matilde, in crisi per il recente sorpasso ad opera di Stella di Papà, e con subdola perfidia le suggerisce di suicidarsi in diretta, aiutandola a tagliarsi le vene nella vasca da bagno e fingendo di filmarla. Mentre Mara scorge su un canotto in spiaggia la vera Lalla legata e imbavagliata e la libera, la falsa giornalista si rivela essere Stella, che è in realtà sorellastra di Matilde, perchè il papà, che lei ha assassinato e conserva surgelato, era bigamo. Ma ecco Lalla coi carabinieri: avviene così l'arresto di Stella ed il ricovero in ospedale con salvataggio in extremis di Matilde.

Valutazione Pastorale

L'avere un buon successo come imitatrice e macchiettista televisiva o al cabaret deve aver eccitato la peraltro intelligente e brava Sabina Guzzanti. Ma se una cosa è rifare il verso a Moana Pozzi, alla Montalcini o a Claudio Martelli sul piccolo schermo per qualche minuto, ben altra è interpretare nel cinema ben 13 personaggi, tra cui un'improbabile Edith Piaf e la solita Levi Montalcini. I comici televisivi, e non mancano esempi precedenti, non riescono quasi mai a bissare sul grande schermo i loro successi. La parodia imitativa è efficace soprattutto se l'individuo imitato è persona pubblica, e se la caricatura dei suoi aspetti fisici e psicologici gli è fedele nella gestualità, e grottesca nei contenuti verbali. Ma funziona soprattutto se è concisa. Passando invece, come fa la Guzzanti, a tipologie generiche, che hanno sì agganci con persone reali, ma suscitano un interesse momentaneo, si ha, dopo l'eventuale sorpresa per il nuovo personaggio che appare, una sensazione più che altro di insofferenza per la valanga di gesti e parole che tenta, come un'inondazione, di stordire lo spettatore, finendo invece per disinteressarlo ed annoiarlo. E' come se la Guzzanti volesse accendere tredici fiammiferi ma continuasse per tutto il film a sfregarli sulla scatola, traendone solo, sporadicamente, qualche scintilla subito spenta. Numerose le volgarità di linguaggio.

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