TU RIDI

Valutazione
Discutibile, Problematico
Tematica
Potere, Violenza
Genere
Drammatico
Regia
Paolo e Vittorio Taviani
Durata
99'
Anno di uscita
1998
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Istituto Luce
Soggetto e Sceneggiatura
Paolo e Vittorio Taviani liberamente tratto dalle novelle di Luigi Pirandello
Musiche
Nicola Piovani
Montaggio
Roberto Perpignani

Orig..Italia (1998) - Sogg.: liberamente tratto dalle novelle di Luigi Pirandello - Scenegg.: Paolo e Vittorio Taviani - Fotogr. (Panoramica/a colori): Giuseppe Lanci - Mus.: Nicola Piovani - Montagg.: Roberto Perpignani - Dur.: 99' - Produz.: Grazia Volpi.

Interpreti e ruoli

Antonio Albanese (Felice), Sabrina Ferilli (Nora), Luca Zingaretti (Migliori), Giuseppe Cederna (Rambaldi), Elena Ghiaurov (Mariska), Dario Cantarelli (il dottore), Turi Ferro (Ballarò), Lello Arena (Rocco), Steve Spedicato (Vincenzo.

Soggetto

FELICE (1° episodio). A Roma, negli anni Trenta, Felice è un uomo ancora giovane che aveva una carriera davanti come baritono, fino a quando un piccolo ma decisivo abbassamento delle corde vocali, lo ha costretto a rinunciare al palcoscenico. Fa il contabile al teatro dell'opera e la notte è preda di violenti attacchi di riso. Con lui lavora Rambaldi, malato ad una gamba e per questo oggetto di scherno quotidiano da parte di Migliori, un esponente della federazione romana, e dei suoi accoliti. Un giorno, su una spiaggia del litorale romano, Felice incontra una compagnia di cantanti di giro, tra i quali riconosce Nora, giovane corista che lui aveva avviato alla carriera. Nora lo saluta con affetto ed entusiasmo e lo incita ad esibirsi di nuovo. Dopo qualche esitazione, Felice, che aveva pensato di uccidersi, cambia idea e intona una romanza. Forse la sua crisi è superata. DUE SEQUESTRI (2° episodio). In Sicilia, oggi, un bambino di dodici anni viene rapito e custodito da un carceriere in un albergo abbandonato alle pendici del monte Ballarò. Questo nome deriva dal fatto che proprio sulla cime di quel monte, cento anni prima, si era consumato un altro sequestro, quello di Ballarò, uomo colto e istruito, che era riuscito ad avviare un dialogo con i sequestratori. Il sequestratore di oggi, Rocco, invece non sopporta il tradimento operato dal padre del bambino e, in un impeto di rabbia, lo uccide.

Valutazione Pastorale

Quattordici anni dopo "Kaos" (1984), i fratelli Taviani tornano ad ispirarsi ad alcune novelle di Luigi Pirandello per raccontare situazioni del nostro passato prossimo ma lanciare un occhio sull'attualità. Il primo episodio è interamente calato negli anni Trenta e recupera atmosfere e climi in verità già molto visti anche se stilizzati dai registi con la consueta aderenza al 'vero'. Nel secondo la parte di 'ieri' è incastrata in quella di 'oggi' per verificare un inarrestabile imbarbarimento dei costumi attuali. La denuncia della violenza, spesso sottile ma cattiva e pungente, di un individuo sull'altro dovrebbe essere il filo conduttore dei due episodi, il contenuto più evidente e sostanzioso. Ma sono temi che ormai i Taviani propongono da anni senza riuscire a trovare soluzioni visive e narrative rinnovate. Il tono didascalico e ideologico come sempre toglie respiro al racconto e alla 'verità' dei personaggi. Dal punto di vista pastorale, è proprio questa doppiezza, questa rappresentazione di una umanità soffocata a rendere il film discutibile, anche se problematico per gli argomenti comunque validi che propone. UTILIZZAZIONE: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria, con attenzione per la presenza dei minori. Opportuna la collocazione in situazioni più mirate per parlare di temi, quali violenza, società, cultura e potere.

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