TUTTO MOLTO BELLO

Valutazione
Futile, superficialità
Tematica
Amicizia, Famiglia - genitori figli, Il comico
Genere
Commedia
Regia
Paolo Ruffini
Durata
90'
Anno di uscita
2014
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
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Distribuzione
Medusa
Soggetto e Sceneggiatura
Giovanni Bognetti, Marco Pettenello, Guido Chiesa, Paolo Ruffini Giovanni Bognetti
Musiche
Claudia Campolongo
Montaggio
Claudio Di Mauro

Orig.: Italia (2014) - Sogg.: Giovanni Bognetti - Scenegg.: Giovanni Bognetti, Marco Pettenello, Guido Chiesa, Paolo Ruffini - Fotogr.(Scope/a colori): Federico Masiero - Mus.: Claudia Campolongo - Montagg.: Claudio Di Mauro - Dur.: 90' - Produz.: Maurizio Totti, Alessandro Usai per Colorado Film in collaborazione con Medusa Film.

Interpreti e ruoli

Paolo Ruffini (Giuseppe), Frank Matano (Antonio), Gianluca Fubelli (Eros detto Scintilla), Nina Senicar (Eva), Chiara Francini (Anna), Ahmed Hafiene (emiro), Angelo Pintus (Serafino), Paolo Calabresi (Marcello), Chiara Gensini (Katia), Pupo (se stesso), Alessandra Schiavoni (Flaminia), Simone Colombari (Marco), Niccolò Senni (pizzaiolo), Enrica Guidi (Ambra), Claudia Campolongo (Pippi Calzelunghe), Lallo Circosta (Wile Coyote)

Soggetto

All'ospedale dove la sua compagna Anna sta per partorire, il trentenne Giuseppe conosce per caso Antonio, un 28enne socievole e generoso. Del tutto controvoglia Giuseppe, che di mestiere fa l'impiegato all'Agenzia delle Entrate, deve accettare la proposta di Antonio, e insieme vanno a mangiare una pizza nell'attesa dell'evento. Da quel momento si dipana una serie di imprevedibili avventure: a Giuseppe e Antonio si aggiunge Eros, cantante fallito. I tre si trovano coinvolti in strane situazioni fino a trascorrere la notte nella residenza con piscina di un arabo che ama spettacoli con i sosia di personaggi famosi. Quando molti equivoci si risolvono, Giuseppe torna in ospedale e abbraccia il figlio appena nato. Antonio gli è accanto, forse tra i due è nata un'amicizia e nella vita è certo "tutto molto bello".

Valutazione Pastorale

Per chi ha pensato, interpretato e realizzato il film, non c'è dubbio che tutto è molto bello. Meno per chi assiste. E forse la battuta sarà anche 'telefonata' ma serve a restare nell'ambito del tipo di umorismo dominante: ossia scadente, stiracchiato, esteriore. Arrivare da esperienze televisive di successo (come Ruffini da "Colorado") non è certamente una colpa, qualche limite può nascere se sulla base degli sketch televisivi si pretende di costruire il copione. La storia (che deve raggiungere almeno i 90') è invece frammentaria e balbettante, gli episodi si danno il cambio senza reali motivazioni, manca un'idea di regia che possa supportare l'affannoso procedere del racconto. Umorismo sgonfio, risate lontane, cinema in apnea, gag ruspanti e sbiadite da anni '70 (il pizzettaio che rutta; il padre della partoriente con la forfora...). Un ritmo faticoso e scombinato, un prodotto medio che forse si salva solo con un pubblico di appassionati e fedelissimi. Ma è un film senza cinema. Dal punto divists pastorale, il film è da valutare come futile e nell'insieme segnato da superficialità.

Utilizzazione

Il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria, ben tenendo conto di quanto detto sopra sul tono in genere demenziale del prodotto. Che può essere per tutti e anche per nessuno. E non è una battuta.

Le altre valutazioni

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