UN GELIDO INVERNO

Valutazione
Complesso, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Adolescenza, Famiglia - genitori figli, Male
Genere
Drammatico
Regia
Debra Granik
Durata
100'
Anno di uscita
2011
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Winter's Bone
Distribuzione
Bolero Film
Soggetto e Sceneggiatura
Debra Granik, Anne Rosellini tratto dal romanzo "Un gelido inverno" di Daniel Woodrell
Musiche
Dickon Hinchliffe
Montaggio
Affonso Goncalves

Orig.: Stati Uniti (2010) - Sogg.: tratto dal romanzo "Un gelido inverno" di Daniel Woodrell - Scenegg.: Debra Granik, Anne Rosellini - Fotogr.(Panoramica/a colori): Michael McDonough - Mus.: Dickon Hinchliffe - Montagg.: Affonso Goncalves - Dur.: 100' - Produz.: Anne Rosellini, Alex Madigan Yorkin.

Interpreti e ruoli

Jennifer Lawrence (Ree), John Hawkes (Teadrop), Kevin Breznahan (Arthur), Dale Dickey (Merab), Garret Dillahunt (sceriffo Baskin), Sheryl Lee (April), Lauren Sweetser (Gail), Tate Taylor . (Satterfield)

Soggetto

La 17enne Ree vive nelle montagne del Missouri con due fratellini più piccoli e con la madre malata. Quando arriva la notizia che il padre ha impegnato la casa di famiglia per pagare la propria cauzione e che, se non si presenta al processo, la casa sarà sequestrata, Ree si mette alla ricerca del genitore scomparso. Nessuno però vuole parlare o aiutarla. Solo dopo aver affrontato molti rischi, la ragazza riesce a sapere che il padre é ormai morto. In tal modo ha la possibilità di evitare il sequestro, e di organizzare una nuova vita.

Valutazione Pastorale

All'origine c'è il romanzo omonimo scritto da Daniel Woodrell nel 2007. Nato proprio sulle montagne Ozark, nel Missouri, dove vive tuttora con la moglie, Woodrell ha descritto luoghi e situazioni che conosce molto da vicino. Lo scenario naturale ampio e spazioso entra in dilaniante contrasto con le ferree chiusure mentali delle persone, e dei sentimenti. La ricerca del padre si snoda lungo un cammino irto di trappole, silenzi, depistaggi. Sembra un thriller ma il dolore di Ree cresce con la fatica di sentirsi soli all'interno di una natura ostile. C'è una sorta di destino avverso, di tragedia incombente nella sensazione di non individuare almeno una via d'uscita. Dramma esistenziale, dramma psicologico, dramma di chi a 17 anni deve inventarsi in anticipo una vita che ancora non conosce, eppure non si perde d'animo. Ree rappresenta l'altra faccia (la più giovane, quindi il futuro) di una comunità malata che ha toccato il fondo del male e forse é pronta per riscattarsi. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come complesso, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria e proposto in occasioni mirate per avviare riflessioni sui temi, forti e incisivi, che affronta. Attennzione é da tenere per minori e piccoli in vista di passaggi televisivi o di uso di DVD e di altri supporti tecnici.

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