UN SACCHETTO DI BIGLIE

Valutazione
Consigliabile, Problematico, dibattiti
Tematica
Adolescenza, Bambini, Famiglia, Famiglia - genitori figli, Film per ragazzi, Letteratura, Male, Storia
Genere
Drammatico
Regia
Christian Duguay
Durata
110'
Anno di uscita
2018
Nazionalità
Canada, Francia
Titolo Originale
Un sac de billes
Distribuzione
Notorius Pictures
Soggetto e Sceneggiatura
Alexandra Geismar, Jonathan Allouche tratto dall'opera "Un sacco di biglie" di Joseph Joffo
Musiche
Armand Amar
Montaggio
Olivier Gajan

Orig.: Francia/Canada (2017) - Sogg.: tratto dall'opera "Un sacco di biglie" di Joseph Joffo - Scenegg.: Alexandra Geismar, Jonathan Allouche (Adattamento e dialoghi: Benoit Guichard, Christian Duguay) - Fotogr.(Scope/a col.): Christophe Graillot - Mus.: Armand Amar - Montagg.: Olivier Gajan - Dur.: 110' - Produz.: Nicolas Duval Adassovsky, Yann Zenou, Laurent Zeitoun per Quad, Main Journey.

Interpreti e ruoli

Dorian Le Clech (Joseph), Batyste Fleurial Palmieri (Maurice), Patrick Bruel (Roman), Elsa Zylberstein (Anna), Bernard Campan (Ambroise Mancelier), Kev Adams (Ferdinand), Christian Clavier (dottor Rosen), César Domboy (Henri), Ilian Bergala (Albert), Emile Berling (Raoul Mancelier), Jocelyne Desverchere (Marcelle Mancelier), Coline Leclere . (Francois)

Soggetto

Verso la fine della guerra la situazione nella Francia occupata dai nazisti si fa particolarmente pericolosa. Due giovani fratelli ebrei, Maurice e Joseph, vengono mandati dai genitori a ricongiungersi con il resto della famiglia. Con paura, coraggio e qualche astuzia, riescono ad arrivare alla fine delle ostilità...

Valutazione Pastorale

Alla base del film c'è l'omonimo romanzo di Joseph Joffo, un best seller internazionale scritto però, per dovere di informazione, trent'anno dopo gli eventi. "Il film - precisa il regista- sposa sempre il punto di vista del bambino senza la distanza del narratore del libro. E' una storia di formazione all'interno della quale i protagonisti vivono avvenimenti così incredibili che Joseph, quando torna a Parigi, quasi due anni dopo, non è più lo stesso.(...)". I bambini gettano lo sguardo sui fatti e quello che vedono è quanto di più orribile la realtà possa proporre loro. Vivono una quotidianità fatta di incertezze fuga e tanta paura. Nascono allora reazioni dettate da sfrontatezza, follia, coraggio nato dalla disperazione. Arriva però il momento in cui la follia della guerra sembra tacere. Tornare a casa e non trovare più l'amato papà Roman è per i due l'ultimo, insopportabile dolore. Anche questo film viene offerto in coincidenza con la giornata della memoria (27 gennaio). Doloroso e vero, si propone come opera di qualità nei confronti di quei giovani per i quali non è fuori luogo risvegliare il senso del ricordo e della sofferenza patita dalle generazioni che ci hanno preceduto. Bella la chiusura che mostra i due fratelli oggi, invecchiati e sorridenti nell'amata Parigi. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Come detto, il film va bene come proposta per celebrare la giornata della memoria, anche a livello scolastico ed educational.

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