UNA VOCE NELLA NOTTE

Valutazione
Discutibile, ambiguo
Tematica
Giallo - Triller, Malattia, Mass-media, Omosessualità
Genere
Drammatico
Regia
Patrick Stettner
Durata
86'
Anno di uscita
2007
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
The Night Listener
Distribuzione
Warner Bros Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Armistead Maupin, Terry Anderson, Patrick Stettner tratto dal romanzo omonimo di Armistead Maupin
Musiche
Peter Nashel
Montaggio
Andy Keir

Orig.: Stati Uniti (2006) - Sogg.: tratto dal romanzo omonimo di Armistead Maupin - Scenegg.: Armistead Maupin, Terry Anderson, Patrick Stettner - Fotogr.(Normale/a colori): Lisa Rinzler - Mus.: Peter Nashel - Montagg.: Andy Keir - Dur.: 86' - Produz.: Jill Footlick, John Hart, Robert Kessel, Jeff Sharp.

Interpreti e ruoli

Robin Williams (Gabriel Noone), Toni Collette (Donna Logand), Rory Culkin (Pete Logand), Sandra Oh (Anna), Bobby Cannavale (Jess), Joe Morton (Ashe), John Cullum (padre di Gabriel), Lisa Emery (madre di Gabriel), Becky Ann Baker (cameriera), Mary Ann Plunkett . (Alice)

Soggetto

Gabriel Noone, celebre romanziere, attraversa un periodo difficile: non riesce ad andare avanti con nuovi lavori, é abbandonato dal suo compagno Jess, malato di AIDS; è incuriosito da un giovane ascoltatore del suo programma radiofonico. Peter, 15 anni, ha scritto un'autobiografia che Gabriel legge e rilegge, al punto da spingerlo ad andare a conoscerlo. Peter vive con la madre adottiva. O almeno così pare. Perché da quelo momento per Gabriel diventa difficile distinguere la verità. Forse Peter non é mai esistito. E la mamma Dana, che si era spacciata per cieca, ci vede invece benissimo.

Valutazione Pastorale

Di taglio drammatico, il racconto ha le cadenze tipiche del thriller psicologico. A popolarlo ci sono personaggi per vari versi malaticci, a cominciare da Gabriel, scrittore omosessuale in crisi, impaurito dalla carenza di ispirazione e dalla possibile malattia. Nel divagare tra molte parole e poca azione, il copione mette in campo tematiche tristi e delicatissime (pedofilia, rapporto madre/figlio, violenza...), restando pericolosamente ondivago e indeciso sulla parte dalla quale orientarsi. Sleale appare l'atteggiamento di fare leva sul dolore di un bambino, che poi si rivela forse inesistente. In un contesto che all'inizio sembrava vero e realistico, alla lunga prevale il tono romanzato, falso, di cartapesta. Cos' il film, dal punto di vista pastorale, é da valutare come discutibile, e certamente ambiguo. UTILIZZAZIONE: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria con cautela e tenendo conto dei limiti sopra indicati. Stessa attenzione é da tenere per i più piccoli in vista di passaggi televisivi o di uso di VHS e DVD.

Le altre valutazioni

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