UN’ALTRA VITA

Valutazione
Discutibile, crudo
Tematica
Emigrazione
Genere
Drammatico
Regia
Carlo Mazzacurati
Durata
99'
Anno di uscita
1992
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
UN'ALTRA VITA
Distribuzione
D.A.R.C.
Musiche
Ralph Towner
Montaggio
Mirco Garrone

Sogg. e scenegg.: Carlo Mazzacurati, Franco Bernini - Fotogr.(normale/a colori): Alessandro Pesci - Mus.: Ralph Towner - Montagg.: Mirco Garrone - Dur.: 99' - Produz.: Erre Produzioni.

Interpreti e ruoli

Silvio Orlando (Saverio), Adrianna Bidrzynska (Alia), Claudio Amendola (Mauro), Giorgio Tirabassi (Vanni), Antonello Fassari (Remo), Antonella Ponziani (Rita), Monica Scattini (Luisanna), Pasquale Anselmo, Luisa De Santis, Maciej Robakievicz.

Soggetto

Saverio, dentista ancor giovane, separato dalla moglie, vive solo, esercitando svogliatamente la sua professione. A rompere la monotonia delle sue giornate ripetitive gli capita un giorno alla porta dello studio, Alia, una giovane straniera agitata e dolorante per farsi curare un dente. Le fa notare che sono necessarie alcune sedute, ma lei insiste perché la curi subito. Saverio inizia il lavoro e le mette a disposizione una stanza perché riposi un poco fra un intervento e l'altro, ma quando va a chiamarla la donna è scomparsa senza pagare, lasciandolo sorpreso e dubbioso. Alia si ripresenta dopo qualche giorno per proseguire la cura: la donna è graziosa e un po' misteriosa, e Saverio inizia timidamente a corteggiarla, trovandola disponibile. Ma Alia scompare di nuovo: incuriosito e attratto, Saverio si mette a cercarla. A fornirgli qualche indicazione è Rita, una parrucchiera di facili costumi, che gli fa conoscere Mauro, un giovanotto che finisce con indurre il demotivato dentista a seguirlo sera dopo sera da un bar a un locale equivoco, da una discoteca a una casa di appuntamenti. Una di quelle sere, Saverio nota che dopo una discussione animata col figlioletto di Rita davanti a un videogioco, Mauro corre via eccitatissimo. Insospettito lo segue e perviene a una baraccopoli in riva al mare, dove vivono rifugiati d'ogni provenienza, in tempo per tentare di sottrarre Alia all'infuriato Mauro, al cui "giro" la donna ha tentato di sfuggire. Mentre l'inetto Saverio sta per soccombere in una rissa impari con Mauro, impadronitasi di una pistola caduta al malavitoso giovanotto, Alia, pur impacciata ed esitante, riesce a sparargli.

Valutazione Pastorale

Narrativamente discontinuo, il film risulta a volte faticoso e ripetitivo, con un protagonista, che arranca dietro una cliente sconosciuta; segue senza un minimo di autonomia un tipo losco, che si muove come a casa sua nell'ambiente squallido della prostituzione senza che lui sembri rendersene conto, anzi divenendone amico; si lascia trasportare da lui da un locale all'altro, annoiato e assente, senza partecipare e senza rifiutare, e senza che quella miserabile "altra vita" susciti in lui attrazione o sorpresa, complicità o rifiuto. Privo di umanità e di pathos, tutto tasselli in cerca di collocazione logica, il film non coinvolge, non denuncia, non si pronuncia: descrive situazioni e ambienti presentandoli come realtà curiose, certamente esistenti, ma guardate con indifferenza, e personaggi tragici visti come fenomeni del parossistico quotidiano.

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