VENGA IL TUO REGNO

Valutazione
Accettabile, semplice
Tematica
Famiglia, Tematiche religiose
Genere
Commedia
Regia
Doug McHenry
Durata
94'
Anno di uscita
2001
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Kingdom come
Distribuzione
20th Century Fox Italia
Soggetto e Sceneggiatura
David Dean Bottrel & Jessie Jones basato sulla commedia "Dearly departed"
Musiche
Tyler Bates
Montaggio
Richard Halsey

Orig.: Stati Uniti (2001) - Sogg.: basato sulla commedia "Dearly departed" - Scenegg.: David Dean Bottrel & Jessie Jones - Fotogr.(Scope/a colori): Francis Kenny - Mus.: Tyler Bates - Montagg.: Richard Halsey - Dur.: 94' - Produz.: John Morissey, Edward Bates.

Interpreti e ruoli

LL Cool J. (Ray), Jada Pinkett (Charisse), Vivica A.Fox (Lucille), Whoopi Goldberg (sig.ra Slocombe), Anthony Anderson (Junior), Toni Braxton.

Soggetto

I componenti sparsi della famiglia Slocombe si ritrovano in occasione della morte del 'vecchio' Bud. A casa della vedova arrivano quindi i figli Junior, un mezzo fallito che è riuscito solo ad acquistare un macchinario per pulire parcheggi, e Ray, più concreto e gran lavoratore. C'è poi anche la sorella della signora Slocombe, una vecchia signora pettegola con due figli, uno in carcere e l'altro disoccupato. Junior è sposato con Charisse,hanno tre figli; Ray è sposato con Lucille, non hanno ancora bambini. Un litigio scatta al momento di scegliere la bara. Dopo molti contrasti, Margherita, sorella del defunto, sceglie anche la lapide. Altri conflitti esplodono tra i presenti, che portano a galla vecchi rancori, piccole vendette, dissapori non dimenticati. Ray alla fine si avvicina per osservare il padre morto, ma non regge per l'emozione e si allontana. Arriva il giorno del funerale. All'improvviso il reverendo accusa un malessere di corpo e correvia. Ray allora sale sul pulpito e fa un commosso discorso dedicato al padre. Quando ha finito, Charisse comincia a cantare, e tutti i presenti entrano in dialogo con il morto.

Valutazione Pastorale

Tratto da un testo teatrale andato in scena per alcune stagioni con notevole successo, il film conserva in sostanza la struttura in interni dell'unità di luogo e d'azione e si rifà ad un canovaccio 'classico': un'occasione dolorosa riunisce parenti di solito lontani tra loro, li mette l'uno contro l'altro, salvo poi far ritrovare una, almeno apparente, armonia finale. Essendo il copione da ascrivere alla categoria 'all black'(tutti i personaggi sono di colore), ne consegue che molta parte del dialogo e molte notazioni caratteriali e ambientali attengono ad una cultura quotidiana prettamente localizzata e non sempre facile da cogliere in tutte le sfumature. Il film però sembra tutt'altro che banale, alterna momenti drammatici ad altri ironico-grotteschi, affidandosi ad attori ben in parte e convincenti. Viene fuori la mai sopita rabbia degli afro-americani, il loro rancore che si esplica in invidie e isterismi. La comicità é in qualche passaggio un po' greve, e la religiosità descritta si muove tra toni ora magici ora consolatori. Nell'insieme un film curioso e particolare, che esprime sincerità e, dal punto di vista pastorale é da valutare come accettabile, e senz'altro semplice. UTILIZZAZIONE: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria. O come proposta per chi voglia approfondire la conoscenza di certa cultura afroamericana.

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