Victoria e Abdul

Valutazione
Consigliabile, problematico
Tematica
Amicizia, Anziani, Politica-Società, Rapporto tra culture, Storia
Genere
Commedia
Regia
Stephen Frears
Durata
110'
Anno di uscita
2017
Nazionalità
Stati Uniti/Gran Bretagna
Titolo Originale
Victoria & Abdul
Distribuzione
Universal Pictures International Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Lee Hall tratto dal libro "Vittoria e Abdul. La vera storia del consulente più vicino alla Regina"
Musiche
Thomas Newman
Montaggio
Melanie Ann Oliver

Orig.: Stati Uniti/Gran Bretagna (2017) - Sogg.: tratto dal libro "Vittoria e Abdul. La vera storia del consulente più vicino alla Regina" - Scenegg.: Lee Hall - Fotogr.(Scope/a col.): Danny Cohen - Mus.: Thomas Newman - Montagg.: Melanie Ann Oliver - Dur.: 110' - Produz.: Tim Bevan, Eric Fellner, Beeban Kidron, Tracey Seaward - 74^ MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA 2017, FUORI CONCORSO.

Interpreti e ruoli

Judi Dench (Regina Vittoria), Ali Fazal (Abdul Karim), Eddie Izzard. (Bertie), Adeel Akhtar (Principe del Galles), Tim Pigott-Smith (Mohammed), Olivia Williams (Sir Henry Ponsonby), Fenella Woolgar (Lady Churchill), Paul Higgins . (Miss Phipps), Simon Callow (dott. Reid), Michael Gambon (sig. Puccini), Sukh Ojla . (Lord Salisbury), Sukh Ojla . (sig.ra Karim)

Soggetto

Nel 1887, in vista delle celebrazioni del Giubileo d'oro del proprio Regno, la Regina Vittoria convoca a corte rappresentanti da varie parti dell'impero. Tra questi c'è Abdul Farim, un giovane arrivato dall'India. Durante il pranzo, Abdul riesce a colpire l'attenzione della sovrana per il suo modo di fare gentile e disponibile. Si apre così una sorta di corridoio speciale che lo porta a conquistare i favori della Regina...

Valutazione Pastorale

Presentato fuori concorso alla mostra di Venezia 2017, il film si inserisce all'interno di un cinema inglese spesso di convincente qualità, ben fatto e capace di recuperare episodi del passato tenendo un occhio aperto sull'attualità. Peraltro l'episodio è vero, tenuto nascosto per quasi un secolo nelle pieghe profonde delle vicende della monarchia. Solo di recente si è scoperto che Abdul aveva cominciato a scrivere un diario a partire proprio da quel 1887, in cui ha affrontato il viaggio verso l'Inghilterra. Da quei testi si è partiti per scrivere un copione che, secondo le premesse, doveva far andare d'accordo il più possibile la storia autentica con la parte dedicata alla fantasia, a quei momenti di raccordo opportuni per far scivolare ogni avvenimento come conseguenza del precedente. Certo le concessioni che la Sovrana concede al giovane indiano, un po' ingenue un po' interessate, sembrano alquanto eccessive e non sempre frutto di realtà. Ma questo trova spiegazione nel momento di euforica allegria che si impossessa di Vittoria di fronte ad un cambiamento tanto repentino quanto entusiasmante. Insomma sono proprio i decenni di regno immobile e ingessato a creare le premesse per lo sconfinamento nella divagazione con un pizzico di follia. Sorretto dalla presenza di Judy Dench, ancora una volta nei panni della Regina Vittoria, il film corre svelto su fatti serissimi visti con umorismo all'inglese. E tuttavia la regia inciampa in qualche passaggio meno felice, tra il didascalico e il prevedibile. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile e certamente problematico.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare i programmazione ordinaria e in successive occasioni come prodotto di bel tono professionale, ben diretto, ben interpretato, sorretto da gusto e misura.

Le altre valutazioni

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