VORREI VEDERTI BALLARE

Valutazione
Futile, supeficialità
Tematica
Cibo, Famiglia, Famiglia - genitori figli, Giovani, Malattia
Genere
Commedia
Regia
Nicola Deorsola
Durata
95'
Anno di uscita
2012
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Microcinema
Musiche
Giuseppe Fulcheri
Montaggio
Osvaldo Bargero

Orig.: Italia (2010) - Sogg. e scenegg.: Giuseppe Fulcheri - Fotogr.(Panoramica/a colori): Daria D'Antonio - Mus.: Giuseppe Fulcheri - Montagg.: Osvaldo Bargero - Dur.: 95' - Produz.: Giuseppe Fulcheri per Falco Produzioni.

Interpreti e ruoli

Giulio Forges Davanzati (Martino), Chiara Chiti (Ilaria), Giuliana De Sio (madre di Ilaria), Alessandro Haber (padre di Martino), Paola Barale (Giusy), Gian Marco Tognazzi (Gastone), Luis Molteni (negoziante), Stefano Santospago (padre di Ilaria), Adriana Toman.

Soggetto

A Cosenza, il ventenne Martino si innamora di Ilaria, una coetanea che vede dalla finestra intenta a provare numeri di ballo. Quando scopre che la ragazza è in cura da suo padre per problemi di anoressia, concepisce un piano folle: fingendosi un giovane psicologo, si sostituisce al genitore, comincia a ricevere Ilaria e a curarla in modo convincente. Poi i due cominciano ad uscire insieme e finiscono per simpatizzare. Il giorno in cui la mamma di Ilaria va a trovare il dottore, l'inganno viene a galla con dure conseguenze. Martino deve dire la verità a Ilaria, proprio nel momento in cui tra i due stava nascendo una bella storia. Quando tutto sta precipitando, tra la mamma e la figlia ricoverata in ospedale nasce una inattesa e generosa solidarietà. Forse il futuro potrà essere migliore.

Valutazione Pastorale

Si tratta di una commedia con venature drammatico/sentimentali. Alcuni argomenti attuali (la mancanza della mamma -Martino è orfano- la difficoltà negli studi per lui; l'anoressia, il rapporto con i genitori per lei) sono spalmati lungo il racconto per dare vigore ad una narrazione in più punti alquanto debole. Fragile appare l'impianto generale, risultato di una ambientazione poco elaborata, di una regia fin troppo generica e poco incline all'approfondimento (vedi il confuso personaggio interpretato da Gian Marco Tognazzi e quello di Paola Barale). Si naviga a vista dentro un percorso narrativo piuttosto acerbo, che necessita di ulteriore esperienza professionale. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come futile e nell'insieme segnato da superficialità.

Utilizzazione

Il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria, ben tenendo presente quanto detto circa i suoi limiti espressivi.

Le altre valutazioni

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