WHITE RIVER KID

Valutazione
Discutibile, ambiguo
Tematica
Amicizia, Famiglia, Violenza
Genere
Grottesco
Regia
Arne Glimcher
Durata
100'
Anno di uscita
2001
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
The white river kid
Distribuzione
Cecchi Gori Distribuzione
Soggetto e Sceneggiatura
David Leland tratto dal romanzo "I piccoli fratelli di S.Mortimer" di John Fergus Ryan
Musiche
John Frizzel
Montaggio
Sam Osteen

Orig.: Stati Uniti (1999) - Sogg.: tratto dal romanzo "I piccoli fratelli di S.Mortimer" di John Fergus Ryan - Scenegg.: David Leland - Fotogr.(Normale/a colori): Michael Chapman - Mus.: John Frizzel - Montagg.: Sam Osteen - Dur.: 100' - Produz.: Robert Greenhut, Elie Samaha, Arne Glimcher, Antonio Banderas.

Interpreti e ruoli

Bob Hoskins (fra' Edgar), Antonio Banderas (Morales Pittman), Ellen Barkin (Eva Lafangroy), Wes Bentley (white river kid), Kim Dickens (Lisa), Randy Davis (Jim Becker), Beau Bridges (padre di Lisa)

Soggetto

Nelle vaste campagne dell'Arkansas, stanno scappando fra Edgar, un religioso in missione divina, e Morales, un immigrato clandestino. Lungo la strada sul loro furgone salgono anche il killer White River Kid e la sua amica Lisa. Il gruppo si dirige verso una località chiamata Lomal Fall. Incontrano due rissosi e li fanno fuori. In un locale c'é lo sceriffo Becker, che deve affrontare le elezioni, e vorrebbe catturare i malviventi. Arrivati a Lomas, i quattro vanno a casa dei genitori di Lisa. Qui c'é anche il fratello di lei Reginald, che è infortunato ad una mano per colpa della ditta presso cui lavora. Lui non vorrebbe fare niente, ma Morales lo sollecita, e infine lo accompagna in città per preparare la causa legale. In seguito fra Edgar celebra il matrimonio tra Kid e Lisa. Quindi il frate capita nella casa vicina, dove abita Eva, una signora cieca di età matura. Intanto lo sceriffo bracca i fuggitivi, ma è Ralph, un uomo d'affari in combutta con lui, ad uccidere Kid. Allora Morales fa fuori Ralph. Lisa a casa rimane con i soldi lasciati dagli altri. Al momento opportuno, Lisa smette la finzione e rivela di non essere cieca. Allora lei e Edgar salgono su una macchina e scappano. Nel frattempo anche lui le dice che non è mai stato un frate.

Valutazione Pastorale

Si tratta di un road-movie su un'America minore e disperata, una storia di balordi e di imbroglioni non però cattivi a tutti i costi. In un clima di comicità palesemente sgangherata e di tono grottesco, questo piccolo spicchio di umanità marginale e diseredata esprime il desiderio di accettarsi e di vivere dignitosamente. In filigrana non manca il tema del ritorno a casa, e ci sono nel finto frate e negli altri gesti e atteggiamenti che denotano la voglia di una visione più ottimista della vita. Insomma molto è esagerato, non mancano passaggi eccessivi con qualche violenza e qualche caduta di gusto, si respira qualche accenno di derisione, ma c'è anche il sincero ritratto di povera gente che cerca di migliorarsi. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come discutibile, evidenziandone opportunamente il percorso non di rado ambiguo. UTILIZZAZIONE: più che in programmazione ordinaria, il film si presta ad utilizzi mirati, magari per proporre il ritratto di un'America come si diceva minore e meno scintillante. Attenzione per i minori in caso di passaggi televisivi.

Le altre valutazioni

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