ZORAN, IL MIO NIPOTE SCEMO

Valutazione
Consigliabile, Problematico
Tematica
Alcolismo, Famiglia, Matrimonio - coppia
Genere
Commedia
Regia
Matteo Oleotto
Durata
106'
Anno di uscita
2013
Nazionalità
Italia, Slovenia
Distribuzione
Tucker Film
Soggetto e Sceneggiatura
Daniela Gambaro, Pier Paolo Piciarelli, Matteo Oleotto, Marco Pettenello Daniela Gambaro, Pier Paolo Piciarelli, Matteo Oleotto
Musiche
Antonio Gramentieri, Sacri Cuori
Montaggio
Giuseppe Trepiccione

Orig.: Italia, Slovenia (2013) - Sogg.: Daniela Gambaro, Pier Paolo Piciarelli, Matteo Oleotto - Scenegg.: Daniela Gambaro, Pier Paolo Piciarelli, Matteo Oleotto, Marco Pettenello - Fotogr.(Panoramica/a colori): Ferran Paredes Rubio - Mus.: Antonio Gramentieri, Sacri Cuori - Montagg.: Giuseppe Trepiccione - Dur.: 106' - Produz.: Igor Princic per Transmedia.

Interpreti e ruoli

Giuseppe Battiston (Paolo Bressan), Teco Celio (Giustino), Rok Prasnikar (Zoran Spazapan), Roberto Citran (Alfio), Mariuta Slamic (Stefania), Petar Musevski (notaio), Riccardo Maranzana (Ernesto), Ivo Barisic (dott. Vrtovec), Maurizio Fanin (Jozko), Mirela Kovacevic (barista), Rossana Mortara (vigilessa), Doina Komissarov (Anita), Sylvain Chomet (guru delle freccette), Ariella Reggio (Clara)

Soggetto

Il 40enne Paolo Bressan vive in un paesino vicino a Gorizia, fa il cuoco in un asilo nido e soprattutto è dedito al piacere del buon vino. La sua vita cambia quando, morta all'improvviso una sua vecchia zia, Paolo si ritrova a dover sostituire l'anziana signora e prendersi cura di Zoran, un quindicenne un po' strano di cui lei era l'unica tutrice. Dopo i primi momenti di reciproco imbarazzo, Paolo scopre che Zoran è un fenomeno a lanciare le freccette. Nel rapporto tra i due qualcosa comincia a cambiare, e da quell'inizio molto altro è destinato a modificarsi.

Valutazione Pastorale

Una commedia, un ritratto agro-dolce, uno sguardo gettato sulla linea di confine Italia/Slovenia. Un racconto frizzante e vivace in omaggio non solo al raffinato vino che si produce da quelle parti ma a un modo armonico di organizzare gli imprevisti del quotidiano, gestire le emergenze, accogliere il bello e il brutto di luoghi e persone. E'un esordiente Matteo Oleotto, ma sembra un veterano per la capacità di organizzare un copione dove leggerezza, dramma e melodramma si incontrano sulle note di uno spartito in perfetta sintonia musicale. Non c'è bisogno di individuare colpe, di lanciare denunce, di lamentarsi. Si affrontano le cose e si cresce tutti insieme. Senza sconti nè vergogne. Emozioni, commozione, sensazioni di toccare qualcosa di giusto. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile e nel'insieme problematico.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione odinaria e in successive occasioni come prodotto italiano di bella e agile forma, coinvolgente e con una originale ambientazione. Anche per avviare riflessioni sui molti argomenti che mette in campo.

Le altre valutazioni

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